Arzano. Centri commerciali aperti in assenza di titolo su via Atellana: trovata la “formula” per rinviarne la chiusura. Tutto graverà sulle spalle della prossima amministrazione

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Come tutti avevano preannunciato tra tanti tira e molla, discutibili rinvii e “interventi” politici, alle diverse discussioni di marzo Tar e Comune si sono accordati per il  rinvio di merito a gennaio 2027 e dopo l’estate. Nel frattempo, però, scoppia la bufera che vede migliaia di cittadini ancora in attesa del rilascio di condoni della 47/85 e succesivi, trattati in maniera diversa rispetto agli imprenditori che paiono godere di corsie preferenziali. Ad avvalorare la disparità di trattamento le dichiarazioni congiunte rese dal comune di Arzano in sede di discussione in cui le parti “hanno rappresentato che è attualmente in corso l’iter di approvazione del nuovo strumento di pianificazione generale del Comune di Arzano che, nella zona di interesse ai fini del presente giudizio, prevederebbe una destinazione urbanistica compatibile con gli insediamenti commerciali ivi insistenti e per i quali vi è causa”. Quasi un assist che potrebbe consentire una diverso esito delle cause. Dichiarazioni in contrordine, però,rispetto a quanto scritto ed evidenziato nelle fasi costitutive in cui l’ente rimarcava “che ogni forma di utilizzo degli immobili diversa da quella originaria che integri una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico debba essere assoggettato necessariamente a permesso di costruire costituendo mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, il cambio di destinazione d’uso come nel caso di specie (da industriale a commerciale) rappresenta cambio di categoria edilizia e pertanto necessita del contestuale pagamento degli oneri concessori, nonché della cessione degli standard urbanistici ex DM 1444/68, che ne fissa i limiti per garantire a tutta la popolazione la loro dotazione minima.” Tra l’altro qualcuno avrebbe anche tentato di dare letture diverse estrapolate dal Piano di Fabbricazione vigente. Frattanto mentre gli imprenditori tirano un sospiro di sollievo, le responsabilità eventuali, ricadranno inevitabilmente sui prossimi amministratori che dovranno approvare, se vogliono “salvare” i manufatti,  delle sostanziali modifiche o varianti al Piano Urbanistico Comunale che sicuramente attireranno controlli e verifiche da parte degli organismi sovracomunali.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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