«Ho fatto tutto quello che dovevo fare. E l’ho fatto bene. Non merito di essere trattato così». È lo sfogo di Guido Oppido, cardiochirurgo dell’Ospedale Monaldi di Napoli, intervenuto davanti alle telecamere del programma “Lo Stato delle Cose” condotto da Massimo Giletti, in onda su Rai 3.
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dalla diffusione delle sue affermazioni rese agli ispettori della Regione Campania, attualmente al vaglio del Ministero della Salute.
Il medico è indagato per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e cinque mesi deceduto il 21 febbraio scorso dopo sessanta giorni in coma farmacologico. Il piccolo era stato sottoposto il 23 dicembre a un trapianto di cuore rivelatosi poi fatale, eseguito proprio al Monaldi.
Oppido, pur non entrando nel merito delle contestazioni giudiziarie, ha rivendicato il proprio operato e la lunga esperienza professionale: «In Campania ho salvato tremila bambini», ha affermato, sottolineando di aver sempre agito nel rispetto delle procedure e nell’interesse dei pazienti.
L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, il medico è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
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