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Cinque giorni dopo la frana di via Roma, a Marano le 26 famiglie dello stabile sequestrato tornano a parlare.
«Non si vede ancora uno spiraglio di luce», denunciano i condomini, pronti – assicurano – ad assumersi gli oneri per la messa in sicurezza dell’edificio. È già stato costituito un fondo cassa per affrontare le spese necessarie, ma tutto resta fermo in attesa del completamento delle notifiche degli atti giudiziari successivi al sequestro.
I residenti chiedono al magistrato inquirente di autorizzare quanto prima le perizie tecniche propedeutiche ai lavori, passaggio indispensabile per poter intervenire e avviare le opere di consolidamento.
Le famiglie, tutte ancora fuori casa, sollecitano tempi rapidi: «Vogliamo solo mettere in sicurezza il palazzo e tornare alla normalità».
