Una serata intensa, partecipata e fuori dagli schemi quella andata in scena ieri al Teatro Alfieri di Marano con la 62ª puntata di “Casa Bagaria – Salotto Alfieri”, un appuntamento che ha saputo unire riflessione, impegno civile e spettacolo, mantenendo un equilibrio riuscito tra il serio e il faceto.
Il filo conduttore dell’incontro è stato chiaro: la cultura come strumento di crescita, consapevolezza e riscatto del territorio, con un focus particolare su Marano, la sua storia, le criticità irrisolte e soprattutto le prospettive future. Un confronto aperto, autentico, che ha messo insieme mondi diversi – associazionismo, informazione, arte, imprenditoria e volontariato – dimostrando quanto il dialogo sia ancora possibile e necessario.
Determinante e tutt’altro che marginale il contributo del pubblico, che ha partecipato attivamente al dibattito con interventi, riflessioni e domande puntuali, trasformando il teatro in una vera agorà. Un coinvolgimento che ha rafforzato il senso dell’incontro e confermato quanto esista, a Marano, una comunità viva e desiderosa di confronto.
In questo contesto si sono inseriti gli interventi di Franco De Magistris, tesoriere dell’Associazione Amici Insieme Napoli Nord Onlus, che ha puntato l’indice sui mali endemici di Marano e sulle possibili vie di uscita, e di Luigi De Biase, presidente dell’Associazione L.E.G.A.M.E, che ha richiamato la necessità di costruire legami solidi tra cittadini, istituzioni e realtà del terzo settore, per affrontare in modo strutturale le fragilità del territorio.
Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Mario Audino, vicepresidente dei Salandra Lovers, che ha acceso i riflettori sui progetti di tutela e valorizzazione del Bosco della Salandra, indicando nell’ambiente e nei beni comuni una risorsa strategica per il futuro di Marano, non solo in termini naturalistici ma anche culturali e sociali.
Sul versante delle iniziative sociali e della visione, Alessandro Pace, presidente di MaranoLab, ha ribadito l’importanza del saper fare rete come associazioni territoriali, invitando anche le scuole della città ad integrarsi maggiormente in determinati ambiti.
Sul palco si sono alternati numerosi ospiti, rappresentanti di realtà associative, culturali e sociali che operano quotidianamente sul territorio: dalla Presidente dell’Associazione Amici Insieme Napoli Nord Onlus Annamaria Giannetti, al Tesoriere Franco De Magistris, passando per Mario Audino dell’Associazione Salandra Lovers, Alessandro Pace di Marano Lab, Luigi De Biase per l’Associazione L.E.G.A.M.E, fino alla referente regionale Plastic Free Silvana Cantone. Voci diverse, ma unite da un unico obiettivo: costruire comunità partendo dalla responsabilità e dalla partecipazione.
Non sono mancati momenti di forte impatto emotivo grazie agli interventi di Don Luigi Merola, presidente della Fondazione Onlus A’ voce d’’e Creature, che ha riportato al centro il tema dell’educazione e della speranza per le nuove generazioni, e del giornalista Fernando Bocchetti (Il Mattino e Terra Nostra News), che ha offerto uno spaccato lucido sulle problematiche del territorio e sul ruolo dell’informazione in determinati contesti.
Non da ultimo, l’intervento dello storico orafo Giuseppe Pezzuto, che ha snocciolato aneddoti e posto domande che hanno incuriosito la platea.
A rendere la serata ancora più dinamica e coinvolgente, le esibizioni artistiche: dal teatro con Tommaso Tuccillo e Antonio Filippelli, alla musica con i cantautori Tano Lombardi e Filomena Ambruosi, fino alle coreografie del Centro Studi Danza Mattox di Marilù Cavallo, Emanuela Conte e Lorenzo Polimene, e alle sonorità del gruppo musicale i 4/4. Un alternarsi di linguaggi che ha dimostrato come l’arte sia una forma potente di racconto del territorio.
La conduzione di Emanuela Liaci e Peppe Nardelli ha dato ritmo e coesione alla serata, accompagnando il pubblico in un viaggio fatto di riflessioni profonde ma anche di leggerezza, ironia e condivisione.
“Casa Bagaria – Salotto Alfieri” si conferma così non solo un format, ma uno spazio di confronto reale, dove Marano non viene raccontata per stereotipi, ma attraverso le sue energie migliori, le sue contraddizioni e la voglia di guardare avanti. Una serata diversa, viva, necessaria. Una di quelle da cui, se ascoltate fino in fondo, possono nascere idee, reti e futuro.


























