Marano. Passi carrabili mai richiesti: dislivelli e scivoli realizzati dal Comune ovunque, persino davanti agli uffici Municipia e ora lo vogliono dai cittadini?

0
Condividi
1.514 Visite

Gentile Direttore,
Le scrivo come semplice cittadino di Marano, esasperato — come tanti altri — dalla vicenda delle notifiche per i presunti passi carrabili che in questi giorni stanno raggiungendo numerosi residenti del centro, in particolare lungo corso Umberto e via Merolla.

Da giorni assistiamo a file interminabili davanti agli uffici di Municipia, situati proprio su corso Umberto, con persone costrette a perdere ore per chiarire una situazione che non hanno mai contribuito a creare. Paradossalmente, anche davanti al palazzo in cui ha sede la società incaricata della riscossione è presente uno di questi “dislivelli” sul marciapiede: verrebbe da chiedersi se abbiano notificato anche ai proprietari di quell’edificio.

Il punto vero è un altro: nessuno di noi ha mai richiesto un passo carrabile.
Quando anni fa il Comune realizzò i nuovi marciapiedi lungo il corso, vennero create queste lievi pendenze — un graduale dislivello del marciapiede verso la sede stradale — come normale conseguenza della presenza dei portoni che affacciano sulla pubblica via. Non erano “scivoli” voluti dai privati, né opere su richiesta dei residenti. Erano semplici adeguamenti urbanistici necessari per non limitare l’accesso alle proprietà private.
Se il Comune avesse fatto il contrario — creando ostacoli o dislivelli impossibili da superare — avrebbe rischiato perfino di incorrere in contestazioni per violenza privata.

Oggi però ci troviamo davanti a una sorta di beffa: l’ente crea una condizione urbanistica e, anni dopo, pretende di applicarvi una tassa, come se fossimo stati noi a chiederla.

A peggiorare la situazione c’è il metodo con cui le notifiche vengono inviate. Spesso arrivano a un solo proprietario, che poi deve farsi carico di recuperare i nominativi di tutti gli altri condomini e attendere ulteriori comunicazioni per la ripartizione delle quote. Una responsabilità che non può ricadere su un singolo, soprattutto laddove — com’è normale nei condomìni — non sempre i rapporti tra vicini sono idilliaci. Queste richieste dovrebbero essere rivolte solo all’amministratore condominiale, non al privato cittadino.

Mi chiedo:
È possibile essere disturbati e gravati di un onere che non ci compete?
Se un condomino decidesse di opporsi o di fare causa al Comune, cosa accadrebbe agli altri?
Perché i cittadini devono pagare per opere mai richieste e create unilateralmente dall’ente pubblico?

Le chiedo di dare voce a questa situazione, che non è un capriccio individuale ma un disagio collettivo. La città merita trasparenza, dialogo e rispetto, non cartelle esattoriali improvvise e code interminabili.

Con viva cordialità,
Un cittadino di Marano

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti