Marano. Non solo brindisi e anomalie antimafia: Comune sciolto anche per l’insistenza di un consigliere regionale nel voler piazzare un suo referente in giunta

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A Marano si parla di tutto. Si parla del famoso brindisi che ha visto protagonista un imprenditore molto vicino all’ex sindaco, uno dei suoi più convinti sostenitori.
Si parla delle anomalie nelle procedure antimafia, come Terra Nostra News aveva segnalato per tempo, del caso Scuola San Rocco, delle ineleggibilità e incompatibilità di diversi consiglieri che avevano o hanno contenziosi e debiti con il Comune. Tutti temi che il nostro giornale ha raccontato con mesi di anticipo, tra l’indifferenza generale e l’imbarazzo di chi oggi finge di cadere dalle nuvole.

Eppure, anche stavolta, c’è chi resta fuori dal dibattito pubblico.
Non si parla mai — o non abbastanza — del consigliere regionale non maranese, politico di lungo corso, che avrebbe preteso a tutti i costi la nomina di un determinato amministratore già finito nel precedente decreto di scioglimento. Una forzatura che, secondo molti, ha contribuito a far crescere l’attenzione degli organi ispettivi e a minare ulteriormente la credibilità dell’ente.

La sua ostinazione nel “mettere scope sul territorio” e costruirsi un seguito politico a Marano ha finito per danneggiare la città e alimentare tensioni che oggi esplodono in tutta la loro gravità.
E se è vero che lo scioglimento affonda le radici in parentele, frequentazioni e connivenze, è altrettanto vero che chi ha imposto certe scelte dall’esterno è politicamente corresponsabile del disastro che si è consumato.

Marano non può più essere terreno di conquista, né laboratorio di potere per chi viene da fuori in cerca di consenso. Serve una cesura netta, morale e politica, con il passato recente: basta brindisi, basta nomine imposte, basta giochi di palazzo.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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