A volte ritornano. Ma solo per chi ha gli occhi per vedere. Tra le pieghe della relazione che ha portato allo scioglimento del Comune di Marano, nel decreto ufficiale e persino nell’estratto pubblicato dal Viminale, riemerge – senza troppo clamore, anzi nel silenzio generale – un caso che Terranostranews aveva sollevato mesi fa. Non si tratta solo della già nota questione della scuola di San Rocco, ma anche di una seconda scuola realizzata in un’area dove non poteva proprio stare.
Una scuola “abusiva”? Non proprio, ma quasi. L’edificio esiste, accoglie piccoli cittadini,ma… urbanisticamente non doveva essere lì. Mancava (e manca tuttora) una variante al piano regolatore, mai approvata. Insomma: un’opera pubblica nata in violazione delle regole urbanistiche elementari. E, come spesso accade da queste parti, nessuno – a parte noi e gli ispettori ministeriali – pare essersene accorto.
Certo, ci sarebbe da sorridere se non ci fosse da piangere. Perché non parliamo di un garage privato costruito in un cortile, ma di una scuola.
Solo gli ispettori prefettizi, nel loro certosino lavoro, hanno annotato la questione. E, guarda caso, anche Terranostranews, mesi fa, aveva sollevato lo stesso problema, ricevendo (come spesso capita) un coro di silenzi o sguardi altrove. Ma tant’è: chi guarda troppo a fondo, a Marano, rischia sempre di disturbare.
Ora la palla è nelle mani della commissione straordinaria. E chissà, magari tra qualche anno qualcuno se ne ricorderà. Forse un altro giornale scriverà un’inchiesta dal titolo: “Come è stato possibile?
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