C’erano tempi – nemmeno troppo lontani – in cui lo scioglimento di un Comune per infiltrazioni camorristiche era quasi una formalità. Bastava una frequentazione un po’ ambigua, un cugino troppo presente, un affidamento poco trasparente ed ecco che il Viminale, puntuale come un orologio svizzero, spediva il commissario e chiudeva il sipario.
Oggi, invece, la musica è cambiata. E che musica. Marano e Giugliano, due Comuni con relazioni delle Commissioni d’accesso che in passato avrebbero fatto saltare almeno una decina di consigli comunali, sono ancora lì. Tranquilli, operativi, indifferenti. Nessuno li scioglie, nessuno li tocca.
Il motivo? Semplice: c’è Piantedosi.
Da quando il Ministro degli Interni ha preso in mano la scena, il Viminale si è trasformato da sergente di ferro a parente comprensivo. Non più scioglimenti a raffica, ma comprensione istituzionale, dialogo, pazienza. La camorra, o quanto meno il sospetto che possa esserci, direttamente o indirettamente, è diventata sostenibile. O quantomeno, gestibile. E allora si preferisce soprassedere.
Marano? Nulla da dire, solo una città già sciolta quattro volte, con relazioni che farebbero impallidire una fiction di Netflix.
Giugliano? La solita storia di gestione allegre e rapporti quantomeno discutibili.
Ma niente panico: “non ci sono i presupposti”, si dice. E così tutto resta fermo, in equilibrio precario, ma formalmente intatto.
Il caso Pomigliano è da manuale.
Un’amministrazione discussa, che ha incassato prescrizioni impartite al sindaco Russo come in una scuola elementare: “non copiare, comportati bene, segui il regolamento”. In qualsiasi altro momento storico, sarebbe bastato un soffio per scioglierla. Invece? Nulla.
A nulla è servito l’intervento di un deputato menestrello, ex indignato di professione, oggi ridotto a parodia di se stesso, tra un post indignato e un comunicato poetico. Piantedosi non ha ceduto. Ha sorriso, forse, e ha tirato dritto.
Il nuovo corso è chiaro: lo scioglimento è roba da archeologia istituzionale.
Ora si governa tutto, si monitora, si danno raccomandazioni. Un po’ come il medico che, di fronte alla gamba in cancrena, consiglia solo un cerotto e un po’ di riposo.
E se qualcuno avesse ancora dubbi sull’approccio del ministro, basta guardare Bari, dove un sindaco e un governatore sono stati fotografati a casa della sorella di un boss potente.
Risultato? Nessuno scioglimento. Nemmeno lì.
Perché, diciamolo: Piantedosi non scioglie nemmeno il caffè nel latte.
























