Quando la salute non può attendere: come abbreviare le liste di attesa sanitarie in caso di urgenza

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A cura dell’Avv. Lelio Mancino
In Italia, ogni cittadino ha diritto a ricevere prestazioni sanitarie nei tempi appropriati alla propria condizione clinica. Quando però la lista d’attesa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è troppo lunga, è possibile attivare una procedura per ricevere la prestazione in tempi rapidi, anche presso strutture private, a carico del sistema pubblico, ma solo in determinate condizioni.
Vediamo cosa fare quando si ha una prescrizione con codice di priorità “urgente” (U), ovvero da erogare entro 72 ore, e non si trova disponibilità in agenda nel sistema sanitario.
✅ 1. Verifica l’urgenza nella ricetta
Controlla che il medico curante o specialista abbia indicato uno di questi codici di priorità:
U (Urgente) → entro 72 ore
B (Breve) → entro 10 giorni
D (Differita) → entro 30 giorni per visite / 60 per esami
P (Programmata) → senza limiti di tempo
Solo i codici U e B danno diritto ad attivare le procedure per l’abbattimento della lista d’attesa.
✅ 2. Chiama il CUP (Centro Unico Prenotazioni)
Prenota attraverso il CUP della ASL o Regione. Se ti comunicano che non ci sono disponibilità nei tempi previsti dalla ricetta, fai annotare la mancata disponibilità o richiedi una certificazione scritta.
✅ 3. Reclamo scritto alla ASL
In caso di indisponibilità, puoi presentare un reclamo scritto alla tua ASL di competenza, allegando:
la ricetta con codice di priorità
la certificazione del CUP con le date oltre i tempi massimi
eventuali documenti clinici
richiesta di erogazione in intramoenia o in privato a carico del SSN
👉 La ASL ha l’obbligo di garantire la prestazione nei tempi previsti dalla priorità. Se non riesce, deve autorizzare l’esecuzione in regime privato con rimborso.
✅ 4. Erogazione in regime privato con rimborso
Se autorizzato o se la ASL resta inadempiente dopo il reclamo, puoi:
effettuare la visita/esame in struttura privata accreditata
conservare fattura e documentazione clinica
presentare domanda di rimborso alla ASL, allegando la prova che il SSN non garantiva i tempi.
🛑 Attenzione: mai agire da soli senza la prova dell’indisponibilità e senza autorizzazione, perché il SSN non rimborsa spese fatte volontariamente nel privato.
Ci sono tante Associazioni che offrono assistenza gratuita per aiutare i cittadini in particolare CittadiananzAttiva una rete nazionale di supporto del cittadino.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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