«La cannabis aumenta sensibilmente il rischio di infarto e ictus, anche nei giovani»: lo studio sui dati di 200 milioni di pazienti

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La cannabis aumenta considerevolmente il rischio di morte per infarto e ictus, indipendentemente dall’età di chi ne fa uso. Dunque, anche nei giovani. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Tolosa, che ha preso in considerazione dati medici aggregati di 200 milioni di persone tra i 19 e i 59 anni di Australia, Egitto, Canada, Francia, Svezia e Stati Uniti negli anni dal 2016 e al 2023. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Heart e rappresenta una risposta scientifica a quanti si ostinano a considerare la cannabis “innocua” sotto tutti i punti di vista, tanto da chiederne la legalizzazione.

Lo studio che svela il rischio di infarto e ictus legato all’uso della cannabis
«Ciò che è stato particolarmente sorprendente è stato che i pazienti interessati, ricoverati in ospedale per questi disturbi, erano giovani (e quindi, difficilmente presentavano le caratteristiche cliniche dovute al fumo di tabacco) e senza una storia di disturbi cardiovascolari o fattori di rischio cardiovascolare», ha affermato l’autrice principale Émilie Jouanjus, professore associato di farmacologia presso l’Università di Tolosa, citata dal sito della Cnn che dà conto dello studio.

Anche gli alimenti a base di marijuana sono pericolosi
Secondo lo studio, chi faceva uso di cannabis aveva un rischio maggiore del 29% di infarto e del 20% di ictus rispetto ai non consumatori. Secondo un altro studio, stavolta presentato a maggio su Jama Cardiology, va anche molto peggio se la cannabis viene assunta sotto forma di alimenti: «Abbiamo scoperto che la funzione vascolare era ridotta del 42% nei fumatori di marijuana e del 56% negli utilizzatori di prodotti commestibili a base di Thc rispetto ai non utilizzatori», ha dichiarato in una precedente intervista alla Cnn la dott.ssa Leila Mohammadi, ricercatrice associata in cardiologia presso l’Università della California di San Francisco.

La ricerca smonta l’idea che la cannabis non comporti rischi.
La pediatra Lynn Silver, professoressa clinica di epidemiologia e biostatistica presso l’Università della California di San Francisco, ha sottolineato che quello dell’Università di Tolosa «è uno degli studi più ampi finora condotti sulla correlazione tra marijuana e malattie cardiache, e solleva seri interrogativi sull’ipotesi che la cannabis comporti un rischio cardiovascolare basso».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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