Delitto Giaccio, i mandanti (già condannati) formulano un’altra richiesta di risarcimento ai parenti della vittima

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I presunti mandanti dell’omicidio di Giulio Giaccio, già condannati a luglio dello scorso anno a trent’anni di carcere a testa, nell’udienza celebrata ieri mattina davanti alla Corte di assise di appello di Napoli hanno proposto ai parenti della vittima un’offerta migliorativa rispetto a quella avanzata in primo grado alle parti civili, assistite dall’avvocato Alessandro Motta.

La Fondazione Polis è rappresentata dal penalista Gianmario Siani. Il processo riprenderà il 19 luglio con la requisitoria del procuratore generale. Il processo di primo grado celebrato con la formula del rito abbreviato aveva visto alla sbarra Carlo Nappi e Salvatore Cammarota, esponenti apicali del clan Polverino accusati di essere stati i mandanti del delitto.

I due ras erano stati condannati a 30 anni di carcere a testa, mentre il collaboratore di giustizia Roberto Perrone aveva rimediato 10 anni. Per lo stesso omicidio sono imputati, in un altro filone, Salvatore Simioli, Raffaele D’Alterio e Luigi De Cristofaro, accusati di aver concorso alle fasi esecutive dell’omicidio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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