Chiara Poggi, nuovi sviluppi nell’inchiesta: il mistero dell’alibi e i sospetti su Andrea Sempio

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A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, il caso continua a generare nuove piste investigative e tensioni giudiziarie. L’attenzione degli inquirenti si concentra oggi su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e frequentatore abituale della casa di via Pascoli. Un nome già comparso in passato nelle carte dell’inchiesta e archiviato nel 2017, ma tornato d’attualità grazie a nuovi elementi tecnici e testimonianze.

Al centro del rinnovato interesse c’è l’attività telefonica della madre di Sempio, Daniela Ferrari, la sera precedente e la mattina stessa del delitto. Secondo quanto emerso, tra le 9 e le 10 del 12 agosto e alle 8:47 del 13 agosto, il cellulare della donna è stato particolarmente attivo, con diversi messaggi inviati all’amico Antonio, ex vigile del fuoco. Alle 9:09 viene registrato un ulteriore sms dalla zona Molino di Gambolò, a pochi chilometri da Garlasco. Da quel momento, il telefono tace.

Il punto centrale di questa parte dell’indagine è il biglietto del parcheggio di piazza Ducale a Vigevano, con timbro alle 10:18 del 13 agosto. Un elemento che, secondo la difesa, serviva a collocare Sempio lontano dalla scena del crimine. Ma le ultime indagini ipotizzano che sia stata proprio Daniela Ferrari a procurarlo ex post, per costruire un alibi a favore del figlio. Lo stesso biglietto fu ritrovato giorni dopo dal padre, mentre puliva l’auto, e conservato dalla madre “prevedendo un possibile coinvolgimento del figlio”, come scriveva nel 2017 il pm Mario Venditti nella richiesta di archiviazione.

Convocata lo scorso 28 aprile per chiarire la vicenda, Daniela Ferrari si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Gli inquirenti hanno tentato di sollecitarla facendo il nome dell’amico Antonio, ma la donna ha avuto un malore durante l’interrogatorio. Interrogato in precedenza, l’ex vigile ha riferito di non ricordare i contenuti degli sms ricevuti.

Negli ultimi mesi, l’attenzione degli investigatori si è spostata anche sulla personalità di Andrea Sempio. In febbraio, una perlustrazione nei rifiuti della sua abitazione ha portato alla luce alcuni bigliettini accartocciati, contenenti frasi inquietanti: “Ho fatto cose brutte”, “da non immaginare”, e riferimenti al delitto Poggi. Pochi giorni fa, sono stati sequestrati anche alcuni diari e materiale digitale: tra i file, anche un articolo sul caso scritto da Sempio durante un corso di giornalismo.

I testi sono ora al vaglio degli inquirenti e potrebbero essere affidati agli esperti del Racis, il reparto scientifico dei carabinieri, per delineare un profilo psicologico dell’indagato. Il materiale scritto potrebbe rappresentare un tassello decisivo in un mosaico che, seppur lontano nel tempo, non ha mai smesso di attrarre sospetti e interrogativi.

A complicare ulteriormente il quadro investigativo è arrivata nei giorni scorsi una nuova testimonianza, depositata dalla Procura di Pavia. Si tratta del racconto di una donna di 48 anni che, all’epoca dei fatti, era in confidenza con Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi. Secondo quanto riferito, la Cappa avrebbe manifestato ostilità e invidia nei confronti della vittima, arrivando a minimizzarne la figura anche dopo la morte.

“Diceva: ‘Adesso che è morta tutti a dire che è buona, brava, bella. Non è buona e non è bella’”, si legge nella deposizione. La testimone racconta anche un episodio in cui Stefania, portata al cimitero, le disse: “Loro mi devono vedere che vado al cimitero”, riferendosi ai giornalisti presenti.

L’omicidio di Chiara Poggi sembrava chiuso con la condanna definitiva di Alberto Stasi, ex fidanzato della giovane, ma negli ultimi anni si è riaperto uno spazio d’indagine sulla cosiddetta “pista Sempio”, mai completamente approfondita. I nuovi elementi raccolti – tra tabulati, scontrini, manoscritti e testimonianze – potrebbero cambiare le carte in tavola o, almeno, offrire una nuova chiave interpretativa su uno dei casi di cronaca nera più discussi dell’Italia contemporanea.

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