L’emergenza bradisismo non conosce confini e, dopo aver scosso Pozzuoli, si fa sentire con prepotenza anche a Napoli, attraverso l’allarme CO2. La giornata di ieri è stata segnata dalla chiusura dell’istituto alberghiero “Rossini” di via Terracina, a seguito di un sopralluogo dei vigili del fuoco che ha rilevato livelli di anidride carbonica superiori alla soglia di sicurezza nei locali interrati.
La preside Teresa Martino ha immediatamente disposto la chiusura della scuola, in attesa di ulteriori verifiche. In serata, il sindaco Gaetano Manfredi ha emesso un’ordinanza urgente che inibisce l’utilizzo dell’intero istituto. La decisione è stata presa in seguito all’allarme lanciato dall’Asl Na1, che ha allertato le istituzioni regionali e comunali, chiedendo controlli “immediati e capillari” in tutte le realtà lavorative pubbliche e private.
L’Asl Na1 si è subito attivata per effettuare controlli a tappeto in tutta la città, con particolare attenzione alle zone limitrofe all’istituto “Rossini”, dove si trovano l’ospedale San Paolo e altre strutture sensibili. Il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha annunciato che l’Asl sta effettuando un sopralluogo immediato all’ospedale San Paolo per verificare i livelli di CO2. In serata l’Asl ha reso noto che i controlli effettuati all’ospedale San Paolo hanno dato esito negativo, e che i livelli di CO2 sono risultati al di sotto dei livelli di guardia.
La situazione ha portato alla convocazione urgente del Centro Coordinamento Soccorsi, presieduto dal prefetto Michele di Bari, per monitorare i risultati delle rilevazioni dei livelli di CO2 negli edifici scolastici e in altre strutture. Alla riunione hanno partecipato i sindaci di Pozzuoli e Bacoli, i rappresentanti del Comune di Napoli, dei vigili del fuoco e il direttore dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva.
Fabio Ciciliano ha rassicurato la popolazione, spiegando che l’anidride carbonica è un gas che si sprigiona normalmente nelle aree vulcaniche e che, pur non essendo tossico come il monossido di carbonio, richiede un attento monitoraggio, soprattutto nelle zone depresse come scantinati e sottoscala.
Ciciliano ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della consapevolezza dei cittadini, che vivono in un’area vulcanica attiva. Ha ribadito la necessità di monitorare costantemente i livelli di CO2 e di effettuare controlli sulla vulnerabilità degli edifici, non solo nei Campi Flegrei, ma anche a Napoli e in altre zone a rischio.
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