Anche e soprattutto minori addestrati a fare gli esattori e gli estorsori. È uno dei filoni che emergono dall’inchiesta culminata questa mattina in una retata con 53 indagati a Napoli. Tutto ruota attorno al ruolo di una donna, la presunta madrina Rosaria Pagano, che è attualmente al 41 bis. Una inchiesta che viene approfondita in conferenza stampa dal procuratore Nicola Gratteri. Si tratta di una associazione mafiosa radicata da decenni, che è diventata moderna.
Due i tratti inquietanti: da un lato l’uso dell’addestramento dei minori, lì dove le estorsioni sono diventate una sorta di apprendistato criminale al quale i minori devono partecipare; dall’altro l’uso dei social.
Quelli maggiorenni spiegano il racket ai minorenni. Li addestrano. E gli spiegano cosa dire e quando parlare. Funziona così l’addestramento criminale, alle porte di Napoli, in una sorta di università del crimine organizzato. Importante è taglieggiare, incutere timore e portare a casa i soldi del racket. Una inchiesta nata dal lavoro del capocentro Dia Claudio De Salvo, sotto il coordinamento del generale Michele Carbone. Ha spiegato il procuratore di Napoli: “Anche un imbianchino è stato taglieggiato, su un lavoro privato di appena tremila euro. Chiaro è che, al di là dei soldi, esigenza di controllare il territorio, finanche il battito cardiaco della persona taglieggiata”. Si va da estorsioni di 250 euro a cinquemila euro, a seconda degli interessi e delle commesse in campo. Sotto i riflettori i discendenti degli Amato-Pagano, in uno scenario di infiltrazione criminale fondata sul rapporto fra i detenuti e gli affiliati liberi. Sono i discendenti di Rosaria Pagano (che non è tra i nomi degli arrestati).
Fonte Il Mattino

























