Migranti e Albania, Meloni minacciata di morte

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ittoria in Liguria, scandalo dossieraggi, nuovo attacco giudiziario al decreto Albania, manovra economica e sciopero “preventivo” contro il governo di Cgil e Uil. Il premier Meloni, ospite di “Cinque minuti” e di “Porta a Porta”  su Rai1 da Bruno Vespa tocca i temi principali del dibattito politico incandescente di questi giorni. Soddisfatta del risultato incassato nella prima delle tre regioni al voto, rivolge subito un elogio al neo governatore: “Dobbiamo ringraziare Bucci per aver accettato la sfida: penso sarà uno straordinario presidente di regione, come lo è stato da sindaco. Test nazionale? Da quando siamo al governo abbiamo votato 12 volte, e vinto 11 volte“, ricorda il premier gli appuntamenti elettorali e relative vittorie inanellate dalla coalizione di centrodestra.

Vespa la sottopone a un fuoco di fila di temi cruciali: si inizia con gli spionaggi compiuti sulle più alte cariche dello Stato e sulla premier stessa. Meloni è molto chiara ed amplia i risvolti dell’emergenza: “Dossieraggi? Esiste un mercato delle informazioni, come si rubavano i gioielli, oggi accade con le informazioni. Prima in banca, poi a Milano, poi a Roma. Avevamo già varato un tavolo – sottolinea-  ma la cosa più importante è l‘infedeltà dei funzionari. Non sono degli estranei, ma funzionari italiani che usano il loro potere per fare altro con quelle banche datti. Il problema non è l’hackeraggio”. “Penso si debba mettere fine a questo schifo“, afferma poi con grande risolutezza nell’intervista serale di Vespa a “Porta a Porta”, della quale escono le anticipazioni nel tardo pomeriggio.

Il premier dà una stoccata ai sindacati e allo sciopero generale convocato per il 29 novembre, come da copione, ancor prima che la Manovra economica venga limata nell’iter parlamentare. “Sciopero generale?- risponde a Vespa-.  C’è un pregiudizio: Cgil e Uil lo convocano prima di incontrare il governo sulla manovra”. Quindi si arriva al nodo  migranti e al nuovo attacco giudiziario arrivato da B0logna, all’indomani della solenne sconfitta della sinistra in Liguria e con sorprendente rapidità rispetto ai tempi tradizionali della giustizia italiana. “Se continuiamo così sarò io a dire che l’Italia non è un paese sicuro. Quando lo si dice per il Bangladesh parliamo di 180 milioni di abitanti a cui diciamo così: ‘venite tranquillamente in Italia’“. Durissima la premier sugli effetti di questo interventismo delle toghe: “Per alcuni l’obiettivo è impedire di fermare l’immigrazione irregolare”. Meloni va avanti.

“Per il protocollo Albania mi sono arrivate minacce di morte”

Se noi diciamo che l’Egitto non è un Paese sicuro, parliamo di 140 milioni di persone a cui diciamo che possono venire qui: e chi lo regge l’impatto? – replica al conduttore.  “Allora penso che qui si stia dicendo che l’Italia non può fermare l’immigrazione illegale e deve accogliere tutti. Si vuole impedire che ci si metta un freno. Addirittura le opposizioni in Europa hanno chiesto una procedura di infrazione che non è contro l’Italia, è contro gli italiani”, ha aggiunto. “Farò di tutto per far funzionare il protocollo con l’Albania – ha aggiunto -, che viene osteggiato perché forse si è capito che è una soluzione”. “Io -assicura- farò tutto quello che gli italiani mi hanno chiesto di fare”.  Non senza ricordare  che per quel protocollo le sono arrivate gravi intimidazioni: “E’ la prima volta che i trafficanti di esseri umani mi hanno minacciato di morte”, rivela.

Toghe contro il decreto Albania, Meloni: “Dal Tribunale di Bologna volantino propagandistico”

Aggiunge a “Porta a Porta” una constatazione sulle “argomentazioni con cui il Tribunale di Bologna chiede alla Corte di giustizia europea l’autorizzazione a disapplicare l’ennesima legge italiana: “Da molti è stata vista come un’argomentazione più vicina a un volantino propagandistico che a un atto da tribunale. L‘argomento della Germania nazista è efficace sul piano della propaganda. Sul piano giuridico è più debole”. Sollecitata sul tema delle riforme risponde: “Noi siamo pronti per tutti i referendum. Sul premierato non cambio idea, perché sono convinta che sia la madre di tutte le riforme”. Aggiungendo un corollario importante, succo di ogni democrazia: “Noi siamo sempre pronti per il voto dei cittadini”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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