
Dopo la sentenza di venerdì 18 ottobre del tribunale ordinario di Roma, che aveva consentito l’ingresso in Italia dei 12 migranti inviati in Albania – venendo contro di fatto smontando al piano di Giorgia Meloni di portare nel Paese balcanico una parte di migranti salvati in acque internazionali – ecco arrivare la contromossa del governo italiano con un apposito annunciato Consiglio dei ministri convocato in tempi strettissimi, anche in vista del completamento delle espulsioni e dei rimpatri.
Da Palazzo Chigi, infatti, viene licenziato un decreto con il quale, sostanzialmente, viene “scavalcato” il verdetto emesso tre giorni fa nella Capitale, conferendo il rango di norma primaria al decreto comprendente l‘elenco dei Paesi sicuri, il quale fino ad oggi era compreso soltanto all’interno di un semplice decreto interministeriale. Da adesso in poi, quindi, non verranno più lasciati grandi margini di manovra ai giudici. Senza contare che, nello stesso dl, viene prevista anche l’introduzione di un secondo grado di giudizio per le sentenze sul trattenimento dei migranti.

























