Bersagliere maranese disperso in Russia: oggi a Napoli la cerimonia in suo ricordo

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Sono stati ricordati oggi, nella sala dei Baroni del Maschio Angioino, i soldati dispersi in Russia, Giuseppe Cerullo e Vincenzo Dispersi, bersaglieri della terza divisione Celere.
Cerullo era cittadino di Marano quando fu dichiarato disperso nel 1942.
La cerimonia, in collaborazione con il Comune di Napoli, è stata organizzata dall’Istituto del Nastro azzurro, federazione di Napoli. Erano presenti i familiari di Cerullo, molto noti a Marano.
La storia.
Nei mesi scorsi erano tornate a Marano, a distanza di 82 anni, le targhette e le piastrine identificative di Giuseppe Cerullo, bersagliere della Terza divisione «Celere» dato per disperso in Russia nel lontano 1942. A ritrovare gli oggetti appartenuti a Cerullo, il cui corpo non è mai stato ritrovato, un imprenditore di Bergamo che, qualche anno fa, ha intrapreso un viaggio nel paese teatro dell’operazione bellica («L’operazione Barbarossa») – voluta da Hitler e appoggiata da Mussolini – rivelatasi fallimentare e che provocò la morte di decine di migliaia di soldati italiani.
L’imprenditore lombardo, da quanto ricostruito dai nipoti e pronipoti di Cerullo, aveva acquistato le piastrine di guerra e altri oggetti appartenuti ai soldati italiani in un mercatino di una città russa. Quelle preziose testimonianze sono state portate in Italia e spedite in seguito alle associazioni dei ridotti e caduti in Russia. Due targhette appartenevano ai bersaglieri partiti da Napoli. Uno dei due è Giuseppe Cerullo, nato a Marano il 18 luglio del 1914 e deceduto in Russia (verosimilmente) il 12 dicembre del 1942. Per l’altro militare disperso sono ancora in corso le ricerche dei familiari ancora in vita.
In tutti questi anni, sorelle e fratelli di Giuseppe, ormai defunti, non avevano mai abbandonato le speranze. Nel corso degli anni si erano recati più volte in Russia, senza mai riuscire nell’intento di ritrovare il loro congiunto. La campagna di Russia è ricordata come uno degli eventi bellici più nefasti per le forze armate italiane: il 16 dicembre del 1942 l’Armata italiana subì una delle più gravi sconfitte nel corso della Seconda Guerra Mondiale: furono fatti prigionieri dai russi migliaia di soldati italiani, costretti a raggiungere a piedi nella neve i campi di prigionia.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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