Israele, mille morti dopo l’assalto di Hamas. Strage di bambini

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Sono ripresi gli attacchi su larga scala su Gaza. Hamas risponde con nuovi lanci di razzi contro il sud di Israele e contro l’area di Tel Aviv, dove sarebbe stato colpito anche l’aeroporto Ben Gurion. Le sirene di allarme sono risuonate anche nel nord di Israele, a Shlomi e in altre località. Segno che la capacità di fuoco del movimento islamico non è stata ancora distrutta dai raid israeliani. Alcuni razzi sono stati lanciati anche dal sud del Libano. Immediata la risposta di Israele. “Raggiungeremo Hamas ovunque. Non hanno nessun posto dove nascondersi”. Le parole – scandite dal portavoce dell’esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari – definiscono la strategia di Israele: entrare nella Striscia e regolare i conti con i militanti di Hamas. “Gli ultimi giorni ci hanno dimostrato che non abbiamo scelta: dobbiamo porre fine al controllo di Hamas su Gaza e alle sue capacità militari, per eliminare la minaccia su Israele”, ha detto l’ambasciatore israeliano a Roma Alon Bar. Il bilancio del numero delle vittime israeliane è, intanto, salito a mille morti. E, nel quarto giorno di guerra, continuano a emergere nuovi, raccapriccianti, dettagli dell’orrore. Per la prima volta l’esercito israeliano ha permesso ai media di visitare un kibbutz, quello di Kfar Aza, messo a ferro e fuoco dagli uomini di Hamas. Tra le vittime sono stati trovati una quarantina tra neonati e bambini piccoli, alcuni con la testa tagliata. Lo ha riferito i24News che ha parlato di “orrore inimmaginabile”.

A Gaza è trascorsa un’altra notte di terrore, con la Striscia chiusa in una morsa, senza acqua cibo elettricità. Sono stati circa 200 gli obiettivi colpiti nella notte dall’aviazione israeliana nell’enclave palestinese. Nel mirino soprattutto Rimal e Khan Yunis. L’esercito israeliano considera i due luoghi “come centri terroristici” privilegiati di Hamas da dove sono diretti “un gran numero di attacchi terroristici contro Israele”. Tra gli obiettivi, ha fatto sapere l’esercito israeliano, molte “residenze operative” di miliziani di Hamas e Jihad islamica. Una guerra totale destinata a fare sempre più vittime. Il numero di palestinesi uccisi a Gaza è salito a 830, tra cui 143 bambini e 105 donne. Il numero dei feriti è di circa 4.200. Morti anche tre giornalisti. Sarebbero invece 1.500 i corpi dei combattenti di Hamas ritrovati dal giorno dell’attaccoMa non basta: nei raid su Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza, sono rimasti uccisi due membri della dirigenza di Hamas: si tratta di Jawad Abu Shammala, ministro dell’Economia e Zakaria Abu Maamar, capo del dipartimento per le Relazioni interne. E mentre si fa sempre più vicina l’ipotesi di un governo di unità nazionale, lo Stato ebraico ha ripreso il “pieno controllo” del confine con Gaza. “Nell’ultimo giorno – ha aggiunto – non un singolo terrorista è entrato passando dalla barriera difensiva”. L’esercito stima che un piccolo numero di miliziani di Hamas si nasconda ancora in territorio israeliano. Intanto sarà aperto domani il valico di Rafah (colpito nuovamente oggi da un raid israeliano) a Gaza con l’Egitto per i palestinesi che hanno già un permesso di ingresso nel Paese. Lo hanno fatto sapere le autorità di Gaza mentre migliaia di palestinesi aspettano a ridosso del confine per entrare in Egitto. L’Organizzazione mondiale della salute ha chiesto l’apertura di un corridoio umanitario dentro e fuori la Striscia di Gaza, posta sotto assedio totale da parte di Israele. Hamas ha lanciato un ultimatum agli abitanti di Ashkelon, nel sud di Israele, 40 chilometri a nord della Striscia di Gaza: “Lasciate la città entro due ore. Vi abbiamo avvertiti”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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