Le ultime Amministrative a Marano seguite dalle prossime Amministrative a Villaricca, visto che in entrambi i casi i Consigli Comunali sono stati sciolti per infiltrazione camorristica ci impongono una serie di riflessioni. Per dare una risposta esaustiva bisogna rifarci all’ultima relazione del Ministero degli Interni circa lo scioglimento del Comune di Marano: l’intero movimento malavitoso non è circoscritto a Marano ma e’ pertinente all’intera area giuglianese!
Per chi come me , vegliardo socialista, democratico per una vita, oggi riformista convinto, che ha manifestato la sua posizione critica verso l’intera Sinistra attraverso il libro ” la Sinistra Riformista in macerie – ritardi e responsabilita’ “, l’idea di proporre una svolta radicale per le prossime amministrative nei Comuni a Nord di Napoli è fantapolitica ma potrebbe diventare la strada maestra per liberarci anche da una falsa Politica, e da una Politica tutta di matrice locale. L’idea è sempre quella di Amministrazioni che partano potenzialmente dal basso, dalla Società Civile, in particolare con il contributo fattivo dell’associazionismo sia esso cattolico gia’ presente sul territorio che quello laico, tutto da sviluppare, per contribuire a sminuire o rendere nullo quel qualunquismo spicciolo che ancora imperversa nella nostra zona, per combattere il fenomeno malavitoso che resta il più importante elemento frenante per uno sviluppo complessivo dell’intero territorio giuglianese, e più in generale della Città Metropolitana. E’ possibile che una legge elettorale che poggia il suo principio sull’universalità dei cittadini possa escludere una parte, anche minima, del suo elettorato dalla competizione? Ciò è quello che e’ accaduto ai cittadini del Comune di Marano che visto il susseguirsi dei quattro scioglimenti del Consiglio Comunale per infiltrazione camorristica, non poter partecipare alle
elezioni degli Organi della Città Metropolitana che si sono tenute dalla sua costituzione per una legge elettorale di secondo livello. Errore, oggi, in discussione al Senato della Repubblica , in fase di modifica, per riportare l’elezione del Presidente e dei Consiglieri alla competizione diretta dei cittadini. Discussione nata a seguito del ricorso prodotto dall’Avv. On. Felice Besostri, socialista, mio conoscente che potremmo invitare in qualsiasi momento per ulteriori delucidazioni, dove l’Alta Corte ha decretato la legge incostituzionale unitamente alle Province, con l’elezione di secondo grado, formalizzata con la Legge n.56/2014 del 7 aprile 2014 ( c.d. Legge Delrio illegittima, dopo il fallimento del referendum costituzionale serve un riassetto normativo).
Ho voluto citare questo particolare perché sia il ruolo delle Province nonché delle Città Metropolitane sono fondamentale nella vita democratica del nostro Paese anche perché parte di compiti a loro ascritti sono stati trasferiti o usurpati dagli Enti Superiori laddove la Costituzione prevede che le Regioni siano prevalentemente Enti di Programmazione e Legiferazione e non di Gestione. La Città Metropolitana di Napoli con una popolazione di circa quattro milioni di abitanti, nel contesto del Mezzogiorno d’Italia potrebbe svolgere un ruolo fondamentale , sempre che un riordino degli Enti Periferici possa prevedere le Macroregioni, indicate a suo tempo dalla Fondazione Agnelli ed oggi sbandierate dall’On. Stefano Caldoro. Tali idee, se oppurtune non importa se sono sostenute da un soggeto di Destra o di Sinistra, purché siano utile per il Paese. A mio avviso, sono un valido contributo per lo sviluppo dell’intero Mezzogiorno. Dopodiché con il possibile riallineamento del Paese si potrebbe parlare di Autonomia Differenziata. In questo contesto si può inserire il ruolo determinante che potrebbe svolgere Napoli ( Italia) come capofila dello sviluppo dei Paesi bagnati dal Mediterraneo dove con l’apertura di una finestra sul Mare Mediterraneo si potrebbe prevedere una Città della Cultura e del Commercio con strutture permanenti dei Paesi emergenti ed in via di sviluppo. Detta realtà si potrebbe realizzare a Bagnoli nell’attuale area ex Italsider dove attualmente è presente Città della Scienza, con un supporto operativo di strutture collaterali nell’area giuglianese da circoscrivere “zona franca” dove attualmente è situata la struttura NATO. Per potere realizzare tutto ciò bisogna prima liberare il territorio della Città Metropolitana o almeno parte di essa più inquinata dal malaffare spicciolo e poi preventivare un sviluppo organico complessivo in cui anche l’attuale sommerso potrebbe essere investito nel lecito produttivo perché in una simile economia, la delinquenza comune non troverebbe terreno fertile.
Ciò non significa rinunciare alle proprie idee, al momento, in queste realtà locali, il loro superamento potrebbe essere facilitato attraverso forme di Amministrazioni possibilmente di Salute Pubblica, coinvolgendo la società civile, e superare quel divisionismo spicciolo, di pura forma, per arrivare dopo ad un pluralismo partitico, l’essenza di una vera democrazia rappresentativa
Occorre però, a mio avviso, superare alcune forme di populismo, rappresentato nelle nostre zone, in particolare con il Movimento 5 Stelle che ancora imperversa. A livello nazionale il Movimento continua la sua esistenza, ieri con un ruolo primario nel Governo del Paese, oggi come, minoranza, con un ruolo interlocutorio, mostrando una forte ambivalente, per le sue scelte improvvisate e non programmate in un contesto relazionale (Giustizialismo ad oltranza, RdC ieri, oggi Salario minimo). Ma a livello amministrativo si manifesta in un populismo ancora becero promuovendo forme di assistenzialismo che strizzano l’occhio al clientelismo, pratica opposta alla buona politica.
Per Marano ne abbiamo parlato a lungo, la ” via della salvezza” è nella comunione d’intenti fra Società Civile, partiti e movimenti, ma affinché ciò sia possibile e’ necessario praticare una unità fra le forze sane della Città che si potrebbe sintetizzare con l’individuazione di un gruppo di volenterosi che all’unisono decidono di cambiare il volto alla città, da renderlo potenzialmente vivibile con tutte le caratteristiche richieste.
Infatti, le divisioni manifestate, hanno permesso e potrebbero permettere in futuro, di infiltrare nelle liste candidati consiglieri dubbi, non in perfetta linea con gli interessi che la cittadinanza si prefigge per cui anche se il candidato Sindaco vincitore della competizione si pone correttamente di allargare la maggioranza che lo ha eletto, la restante minoranza con un’opposizione intransigente e non costruttiva potrebbe fare sorgere dubbi sul metodo col quale si è raggiunta una corretta maggioranza allargata mentre il fine dovrebbe essere unanime, lavorare per gli interessi della collettività. Quindi è meglio trovare una quadra all’inizio. Eleggere il candidato Sindaco possibilmente alla prima istanza, con un programma ben definito ed un gruppo di volenterosi che all’unisono si prefiggono di raggiungere i medesimi obiettivi, maggioranza ed opposizione, questo solo per fare un esempio. L’eccezionalità del momento non fa la regola! Anzi permetterebbe ed imporrebbe nel prosieguo effettuare aggregazioni a costituirsi in partiti nazionale con le loro dialettiche interne perché le istanze superiori, con la modifica della legge elettorale permetterebbe al cittadino di eleggere i propri rappresentanti, raggiungendo un duplice obiettivo: una partecipazione maggiore dei cittadini alla vita dei partiti ed alle elezioni politiche eleggere suoi rappresentanti e non imposti dall’alto, in quando la democrazia parlamentare richiede una partitocrazia efficiente.
Per Villaricca, per come si prospettano le liste, rivolto in particolare ai politici interessati, espressione di questo periodo, dove nella maggioranza dei casi, la Politica viene sostituita, il modo non giustifica il fine: il consigliere regionale Porcelli, imparentato con il Governatore De Luca e responsabile di Campania Libera, espressione diretta del Governatore si è reso promotore di liste civiche con Molino, candidato Sindaco; l’on. Topo, potente del Partito Democratico, anche se in fase calante, in un primo momento si contrapponeva con un candidato Sindaco, di prestigio, il fratello del Magistrato Cantone di Giugliano che in questo momento riterrei un danno e non un aiuto al Partito Democratico, per poi convergere sul nome di Gaudieri; nel contempo il redivivo Campanile, ex Sindaco dell’era Bertini, si propone e/o propone un terzo candidato Sindaco con la lista “Per le persone e la comunità”; mentre la Destra, si contrappone, ad oggi, con un probabile candidato a Sindaco, Franco Gaudieri, infine il Movimento 5 Stelle espressione della maggioranza nelle ultime elezioni politiche a livello del comprensorio, con due Parlamentari Nazionale e con la Senatrice Mariolina Castellone, una dei massimi dirigenti del Movimento, si prefigura con un candidato a Sindaco privo di prospettive, come verificatosi alle ultime elezioni amministrative nel Comune di Marano, dimostrano di disinteressarsi dei problemi che attanagliano la loro città pur essendo ivi nati ed attualmente residenti, così come si sono disinteressati di Marano e si disinteressano del comprensorio. Ieri, apprendiamo che si prefigurano convergenze anomale, la medesima Mariolina del Movimento 5 Stelle ed l’ex comunista, Giovanni, travestito da buonista di Campania Libera, potrebbero optare su una candidatura Campanile. Fare politica in questo modo è distante anni luce da una vera politica. Si prefigura un’ipotesi dove tutto cambia perché nulla cambi!
Per rendere verosimile l’idea di proposta,” il fine giustifica i mezzi ” , cito un Maestro del ‘500, Niccolò Macchiavelli e inviterei i politici odierni a leggere o rileggere ” il Principe “, perché quasi sempre viene frainteso come esempio del praticare la Politica per interessi strettamente personali. L’ autore partendo dal coinvolgimento dei criteri logici tradizionali è cosciente, come vado maturando da tempo anch’io, di sostenere tesi mai sostenute da altri. Il suo scopo è sostenere la massima fedeltà alla realtà delle cose quindi come lui si scaglia contro i filosofi e gli storici che hanno descritto repubbliche e principati mai esistiti egli si propone di andare diritto “alla realta’ effettuale” di scrivere cose utili a chi la intenda; per la modestia che mi distingue, con il medesimo modo e fine, mi scaglio contro pseudi politici, narratori ed affabulatori del momento che cercano di approfittare della vacatio della seconda Repubblica che volge a termine. L’approssimazione e la mediocrità politica è prevalsa dopo Tangentopoli, con la quale si sono resi instabili gli equilibri dei poteri dello Stato in cui il Potere Giudiziario, in particolare l’Inquirente, ha cercato di sostituirsi alla Politica. Per questo effetto dirompente prevalse prima il qualunquismo, poi il sovranismo della Lega ed infine, la Destra puritana, che con l’attuale Governo Nazionale della Meloni di centro-destra non si vedono segnali preoccupanti. Nel passato quasi sempre, in ogni periodo storico, con la sua decadenza, l’Autoritarismo era la conseguenza.
Per responsabilizzazione oggettive, a detto del prof. Cacciari, ed io ne condivido la portata, maggiormente nelle nostre realtà locali, la Destra ha tutte le carte del gioco, per limiti della Sinistra, che spesso, a volte, non vengono utilizzate. Mi consente l’amico, On. Michele Schiano, preferisci le carte non giocarle tutte, per non inimicarsi, un tempo, amici di cordata? Per la tua militanza e la tua intelligenza ed il ruolo importante che svolgi, credo di no. Bisogna saper individuare i soggetti adatti a svolgere il delicato compito! La Politica è chiarezza, per compensare errori commessi, di fronte a scelte di parte, dividente e scellerate, di qualche politico rampante, sempre nell’ambito della sinistra, si cerca, in contrapposizione, fare un nome di prestigio alla candidatura di Sindaco, che, a mio avviso, trattandosi del fratello di un Magistrato, per giunta di grida, in questo momento, è corretto praticare un distinguo tra la Politica e la Magistratura; così la Destra, tutti devono contrapporre forme nuove per liberarci di questi ostacoli che hanno solo contribuito a porre un freno alle nostre zone. Dobbiamo provvedere ad un cambiamento radicale. Raffaele Cantone nell’Operazione Penelope dice ” perché la lotta alla criminalità organizzata e al malaffare rischia di non finire mai”, è perché ognuno di noi nel proprio ruolo è diventato vittima e carnefice del Potere.
L’invito in primis è rivolto ai Sindaci che a loro volta si rendano promotori di iniziative che vadano nella crescita collettiva, per i Comuni che sono in possesso dei beni confiscati, destinare parte di questi a strutture idonei alla crescita del sociale, non di meno sviluppare a dismisura l’associazionismo nel sociale e nei settori produttivi da rendere sempre piu’ partecipe gli elettori alla vita cittadina da considerarsi effettivamente protagonisti delle proprie scelte.
Quest’è il fine della democrazia rappresentativa, quella che prevedevano i nostri Padri Costituenti che con la Parte Prima della Costituzione hanno voluto sancire.
Franco De Magistris
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