Rapporto Caritas sulla povertà: “Il reddito di cittadinanza assegnato a più della metà di finti poveri”

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Il sussidio è stato percepito da 4,7 milioni di persone, ma secondo la Caritas raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti, ovvero il 44%. Risultato? Nei centri dell’ente, distribuiti su 192 diocesi, gli assistiti nel 2021 sono cresciuti del 7,7% rispetto all’anno precedente. Il XXI Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale, intitolato «L’anello debole», è stato diffuso ieri in occasione della Giornata internazionale di lotta alla povertà e scatta una fotografia precisa dei limiti del reddito di cittadinanza, limiti da cui il prossimo governo dovrà ripartire per migliorare l’aiuto e renderlo più efficace. Anche per il presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, è necessario «un aggiustamento». E la Caritas avverte: «Sarebbe opportuno assicurarsi che fossero raggiunti dallo strumento tutti coloro che versano nelle condizioni peggiori, partendo dai poveri assoluti. Accanto alla componente economica dell’aiuto vanno garantiti adeguati processi di inclusione sociale».

Sono trascorsi 4 anni da quando Luigi Di Maio festeggiava sul balcone di Palazzo Chigi dicendo che non ci sarebbero stati più poveri in Italia. Ma sembra passata una eternità. Nel frattempo da più parti sono state evidenziate criticità legate anche natura dello strumento. «Il reddito non può essere allo stesso tempo uno strumento di contrasto alla povertà e quindi di pura assistenza e un ponte verso il lavoro» ha detto ad esempio Luca Bianchi, direttore di Svimez.

Nel 2021, indica il rapporto della Caritas, la povertà assoluta conferma i suoi massimi storici toccati nel 2020, anno di inizio della pandemia da Covid-19. Le famiglie in povertà assoluta risultano 1 milione 960 mila, pari a 5.571.000 persone, ovvero il 9,4% della popolazione residente. L’incidenza si conferma più alta nel Mezzogiorno (10% dal 9,4% del 2020) mentre scende in misura significativa al Nord, in particolare nel Nord-Ovest (6,7% da 7,9%). Il rapporto prende in esame le statistiche ufficiali sulla povertà e i dati di fonte Caritas, provenienti da quasi 2.800 centri di ascolto sparsi su tutto il territorio nazionale.

Ricorda l’ente: «Come spesso ribadito negli ultimi anni, il contrasto alla povertà oggi, da una parte, richiede di considerare il fenomeno della povertà per come si presenta allo stato attuale e nelle sue trasformazioni nel tempo e, dall’altra, di monitorare e valutare il funzionamento delle misure contro la povertà esistenti». Il fatto che il reddito di cittadinanza non arrivi ai poveri assoluti, aggiunge la Caritas, non equivale a dire che la misura premi persone che non ne hanno diritto: «Chi riceve il sussidio risponde ai requisiti previsti che però individuano una platea di beneficiari che, oltre ai poveri assoluti, si estende anche a persone in povertà relativa».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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