PUNTI DI VISTA. UN CAMBIAMENTO PER LA CITTA’ DI MARANO: UTOPIA O C’E’ UNO SPIRAGLIO?

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Alcuni giorni orsono il giovane Luigi Di Matteo, tramite Fb, ha proposto di realizzare una cittadella dello sport. Sempre alcuni giorni fa abbiamo letto, dal sito Terranostranews, dei sigilli allo stadio comunale ormai ridotto a discarica. È uno dei tanti segnali delle
difficoltà in cui versa la città. Sia l’idea che le denunce esposte sono due elementi che dovrebbero spingere i prossimi interlocutori politici ad inserire nel rispettivi programmi elettorali sia il recupero dell’esistente che la realizzazione di una Cittadella dello Sport da rendere la città di Marano più possibile alle domande che i giovani e più in generale la cittadinanza richiedono.
Il calcio e lo sport in generale non hanno appartenenze politiche ma sono patrimonio di tutti; conquistare un primato oppure una medaglia è un orgoglio collettivo. Come la semplice partecipazione ad una competizione è una soddisfazione personale, se di massa come “ la maratona” è il segnale che la società è in salute, quando agli ostacoli di razza, di genere, di età, di appartenenza , sono la dimostrazione di un loro superamento, in questo campo bisogna constatare dei piccoli e sporadici segnali anche a Marano ci sono stati: come quella patrocinato dall’Associazione Marano Lab e promossa dal dott. Pietro Gagliardi, “La pedalata del cuore” per fare prendere coscienza ai
cittadini della salute, del proprio benessere e dell’ambiente, mentre per il calcio, ho appreso, che una squadra giovanile promossa da Fernando Bocchetti, allenatore federale, stata costituita ed auguriamo sia al singolo, quale allenatore, che alla giovane squadra, ampi successi. Circa quest’ultima bisogna risalire agli anni 70, quando allora – privo di una stadio di calcio degno di questo nome – la città di Marano aveva una squadra semiprofessionista, “la Boys Marano”, promotore fu l’amico, coetaneo, Rag. Vito Addante, deceduto e, non è errato definirlo filantropo per come si è prodigato nel
corso della sua vita nel sociale, che con l’aiuto tecnico di Tonino Palazzo riuscì a costruire una squadra partecipante al Girone Eccellenza . Poi il nulla dove tutto è precipitato nel dimenticatoio, al sociale si è preferita l’illegalità diffusa con il risultato sotto gli occhi di tutti, un susseguirsi di scioglimenti dei Consigli Comunali per infiltrazione camorristica e l’acquisizione al Patrimonio Comunale di un numero esorbitante di beni confiscati nella misura di 289 cespiti tra immobili, terreni ed altro, che se non viene corrisposta una
efficiente struttura tecnica comunale ed una lungimirante capacita’ politica di indirizzo, il beneficio acquisito potrebbe tramutarsi in un ulteriore peso finanziario per le Casse Comunali e quindi per la collettività. Solo in questo modo è possibile destinare tutti questi beni alla pubblica utilità: una parte sostituire gli immobili in fitto da parte del Comune con una diminuzione di costi; un’altra destina ti ad abitazioni popolare; una parte dei terreni, quelli più accessibili e produttivi destinarli ad “orti sociali” ed una parte non secondaria da affidare ad associazioni con una finalità sociale da apportare una svolta innovativa e migliorativa al tessuto sociale con un fitto politico e con l’impegno di queste ad una cura ed
una ottima manutenzione del manufatto per evitare il depauperamento dell’immobile affidato.

Allo stato, sembra constatare l’esistenza solo di qualche Associazione, mentre bisognerebbe promuovere un associazionismo con finalità diversificate da rendere Marano da attuale città dormitorio a Città vivibile, con alcuni interventi strutturati mirati, utilizzando le sue potenzialità e le sue caratteristiche morfologiche potrebbe diventate una città all’avanguardia. Tutto sta’ ai cittadini, trasformare un’utopia in realtà. Lo strumento democratico sono le prossime amministrative!

Franco De Magistris

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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