“Marco Pannella, dichiara Guangi, è stato una delle figure più importanti e originali della storia politica italiana. Un uomo libero, spesso scomodo, capace di attraversare schieramenti, culture e stagioni diverse, lasciando un segno profondo nelle battaglie per i diritti civili, per la giustizia, per la libertà individuale, per la democrazia e per la nonviolenza”.
La proposta assume un valore ancora più significativo per Napoli, città con la quale Pannella ebbe anche un rapporto istituzionale diretto. Il leader radicale, infatti, fu consigliere comunale a Napoli, portando anche nell’aula cittadina la sua idea di politica appassionata, militante e profondamente legata alla partecipazione democratica.
“Intitolare a Marco Pannella un luogo della nostra città, aggiunge Guangi, non significa compiere un gesto di parte, né celebrare una singola appartenenza politica. Significa riconoscere il valore di una personalità che ha contribuito ad allargare gli spazi della libertà nel nostro Paese. Pannella ha diviso, ha provocato, ha combattuto, ma ha sempre costretto la politica a misurarsi con temi spesso rimossi o ignorati”.
Guangi ricorda anche il rapporto politico che Marco Pannella e il mondo radicale ebbero, in una fase cruciale della nascita della Seconda Repubblica, con Silvio Berlusconi e con il centrodestra liberale.
Nel 1994, in occasione delle elezioni politiche, la Lista Pannella raggiunse un’intesa elettorale con Berlusconi. Da quell’accordo furono eletti in Parlamento diversi esponenti radicali, tra i quali Marco Taradash, Emma Bonino, Giuseppe Calderisi, Paolo Vigevano, Lorenzo Strik Lievers ed Elio Vito. Un rapporto che trovò poi un ulteriore riconoscimento istituzionale nel gennaio del 1995, quando il primo governo Berlusconi indicò Emma Bonino come Commissaria europea, con deleghe alla politica dei consumatori, alla pesca e all’Ufficio Europeo per l’Aiuto Umanitario d’Urgenza, ECHO.
“Quella stagione, sottolinea Guangi, dimostra che le battaglie radicali per le libertà, per il garantismo, per lo Stato di diritto e per i diritti civili non appartengono a una sola parte politica. Esse hanno incrociato anche la storia del centrodestra liberale italiano, la cultura di Forza Italia e l’esperienza di Silvio Berlusconi. Una cultura politica liberale, garantista, riformatrice e attenta ai diritti civili, che anche Marina Berlusconi ha più volte richiamato, sottolineando la centralità delle libertà individuali come patrimonio da difendere e non da archiviare”.
Per Guangi, Napoli ha il dovere di ricordare le figure che hanno saputo parlare alla coscienza civile del Paese, anche quando lo hanno fatto fuori dagli schemi tradizionali.
“Napoli, conclude il vicepresidente del Consiglio comunale, è una città che conosce il valore delle battaglie civili, della libertà di pensiero e del confronto democratico. Per questo presenterò un ordine del giorno affinché il Comune valuti l’intitolazione di uno spazio pubblico a Marco Pannella. Sarebbe un gesto sobrio, giusto e doveroso verso un protagonista della vita democratica italiana e verso un uomo che fu anche parte della storia istituzionale della nostra città”.



























