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Tre anni fa, era il 2 febbraio del 2019, ci lasciava all’età di 73 anni il professor Carlo Palermo (nella foto). Se ne andò in silenzio in un freddo pomeriggio di febbraio, dopo aver trascorso alcuni giorni in ospedale. La notizia del suo decesso scosse molti cittadini di Marano e noi che nutrivamo nei suoi confronti stima, affetto e profondo rispetto. Carlo Palermo era una persona ricca di interessi, un vulcano di idee, un inguaribile ottimista che, anche in un’età in cui si tende a tirare i remi in barca, continuava a lanciarsi nelle più disparate iniziative tese a difendere il patrimonio artistico e architettonico di un comune, quello di Marano, devastato dal mattone selvaggio e da quello “legale”.
Meritava ben altra considerazione in vita. I politici del territorio non seppero cogliere tante occasioni, tra cui quella di nominarlo assessore alla cultura. Era dispiaciuto e amareggiato negli ultimi tempi e spesso si confidava con gli amici. Aveva scritto a tutti, aveva girato in lungo e in largo gli uffici comunali, quelli della Curia di Pozzuoli e della Soprintendenza, ottenendo troppo spesso, sulla questione dell’eremo di Pietraspaccata (ormai abbandonato al degrado), mezze risposte e false promesse.
Carlo Palermo era una persona perbene, un uomo testardo, tenace, ma sempre leale. Un signore d’altri tempi che manca, e tanto, alla nostra comunità.
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