Scuole e proteste, parla il rappresentante del Segrè: “Chiediamo interventi seri per fronteggiare la pandemia”

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Gentile direttore, sono il rappresentante del Liceo Emilio Segre e, dopo aver letto
l’articolo di stamani, inerente alle manifestazioni indette dal Carlo Levi, volevo informarla che siamo soddisfatti del fatto che i nostri compagni abbiano aderito allo sciopero, anche se ci sono alcune diversità rispetto alla linea di pensiero tenuta da con noi del Segrè.  Avevamo consigliato loro di venire ieri e oggi presso la sede di Città metropolitana a scioperare insieme al comitato studentesco napoletano, che oggi contava circa
150 persone, tutte rappresentanti di singoli istituti di Napoli e provincia. Dunque dato che le richieste dei ragazzi del Levi – nonostante siano problematiche vere (come quello dello Stadio comunale di Marano) non erano tra le
nostre priorità – ci tenevamo a ribadire che noi rappresentanti del Segrè siamo stati sia ieri che oggi tra Largo Berlinguer e la sede della Città Metropolitana a ribadire i nostri diritti e le richieste sono le stesse che fa tutto il movimento
studentesco ovvero:
-mascherine FFP2 fornite gratuitamente alla scuola e al corpo studentesco;
-presidi sanitari di tamponi gratuiti per le scuole, per effettuare un vero tracciamento;
-quarantena della classe intera in caso di due persone positive (senza differenze tra vaccinazioni e non);
-utilizzo di spazi aperti ed alternativi per diminuire gli assembramenti nelle scuole.

È dall’inizio dell’emergenza Covid che ci stiamo mobilitando, richiedendo degli investimenti seri e sostanziali per l’edilizia scolastica e i trasporti. Lo stiamo facendo perché vogliamo assicurarci quell’istruzione in presenza che crediamo indispensabile e unico mezzo per una reale formazione a 360°, a differenza di una DAD che abbiamo imparato a conoscere come individualizzante, classista ed estremamente nozionistica. L’abbiamo fatto perché
crediamo che la scuola sia socialità, collettività, confronto. Ma questo confronto deve avvenire in assoluta sicurezza. Qui il diritto all’istruzione e il diritto alla salute non possono separarsi. Purtroppo nel presidio di oggi a Napoli siamo stati presi in giro poiché dopo esser riusciti ad ottenere due tavoli, uno con il segretario dell’ente di Città metropolitana e l’altro con il direttore di Città metropolitana sulle scuole, sugli screening non sapevano nulla dei 92milioni e mezzo che sono stati stanziati come fondi per le regioni da usare come
tamponi gratuiti per studenti. Inoltre sono venuti incontro solo su argomenti come l’edilizia delle scuole che è assolutamente importante, ma sentiamo fortemente che le istituzioni ci stanno abbandonando a noi stessi in questa situazione di emergenza, fingendo che sia tutto in ordine per un rientro sicuro a scuola. In effetti cosa ha fatto, ad oggi, lo Stato per rendere i nostri Istituti e le infrastrutture di cui dobbiamo usufruire ogni
giorno sicure?

Nulla, stiamo infatti tornando in presenza senza garanzie e questo è soltanto un modo per deresponsabilizzare coloro che hanno sempre e solo tolto fondi alla scuola, portandoci alla situazione di oggi. Ci sembra quasi che il Governo, forte dell’alibi della cosiddetta immunità di gregge, stia dando un sostanziale via libera al rientro senza prendersi le responsabilità di quella mancanza di investimenti, che avevamo preventivamente segnalato e bollato
come necessari ed urgenti.

Dopo questi due giorni intensi, di condivisione e di incontri con le istituzioni che purtroppo, come spesso accade nel nostro paese, si sono deresponsabilizzate da qualsiasi competenza, il nostro istituto domani rientrerà a scuola. Ma ora ci concentreremo sulla nostra città, Marano, confidando di essere ricevuti dai commissari prefettizi per discutere
sul destino di noi ragazzi e sulla vivibilità del nostro territorio.

Marcello Napolano

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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