Marano, tutti attendono le motivazioni sullo scioglimento del Comune ma i fatti sono stranoti. Ecco cosa è accaduto e che in molti fingono di non sapere

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Tutti le attendono (le motivazioni dello scioglimento per camorra), tutti fanno gli gnorri, tutti cadono dalle nuvole. C’è poco da fare: la stragrande maggioranza dei politici o ex politici locali è composta, nella migliore delle ipotesi, da omertosi che fingono, si girano dall’altro lato, che non hanno il coraggio di dire due parole su fatti noti, acclarati, finiti al centro di decine di articoli (nostri) o indagini giudiziarie.

E allora, visto che tutti le attendono (queste famigerate motivazioni), per non farvi stare in ansia e in pensiero, ve ne diciamo qualcuna noi, ma non perché qualcuno ce le abbia spifferate, ma perché è fin troppo facile capire di cosa si tratti.

Il Comune è stato sciolto, al netto di altre vicende che sicuramente saranno finite nelle centinaia di pagine prodotte dagli ispettori prefettizi, per i seguenti (e principali) motivi:

  1. Il caso dell’immobile di via Caracciolo adibito a scuola (Garden House) di proprietà della famiglia Simeoli, oggetto di sequestro e di ricorsi in sede di giustizia amministrativa, l’ultimo intentato pochi giorni fa al Consiglio di Stato da Domenico Simeoli. La struttura, alla luce di una serie di indagini della Dda e di successivi accertamenti del dirigente Di Pace, fu dichiarata abusiva dopo la revoca dei condoni edilizi concessi anni addietro dallo stesso Comune. Il sindaco Visconti la chiuse ma poi la riaprì, firmando, nell’arco di pochi giorni, una doppia ordinanza. Prima si sancì che era inagibile, poi, sulla base di una perizia di parte, fu riaperta per consentire la prosecuzione delle lezioni. Ora la scuola è aperta e le attività sono monitorate dall’autorità giudiziaria.
  2. Il caso della palazzina di via Sant’Agostino di proprietà della famiglia Polverino. Immobile abusivo, acquisito al patrimonio comunale nel 1992, ma sgomberato soltanto nel 2019. Il Comune, portato in giudizio dai Polverino, in sede di Tar non presentò le notifiche degli atti propedeutici all’acquisizione del bene. Non ve ne è traccia nel fascicolo e quelle presentate (in seguito) al Consiglio di Stato fanno emergere un chiaro errore da parte dell’Ente, che avrebbe a suo tempo notificato gli atti alla persona sbagliata. Il Comune ha perso sia in sede di Tar che di Consiglio di Stato. Un bene che era del Comune dovrà essere forse essere restituito ai vecchi proprietari, i quali ottennero (anni addietro) anche il via libera dall’ufficio tecnico per una sanatoria che non doveva essere concessa.
  3. Sono diversi i casi di dipendenti comunali indagati o rinviati a giudizi per i quali non sarebbero stati adottati i relativi procedimenti disciplinari. In alcuni casi i dipendenti sono citati in vicende che si intersecano con aspetti di criminalità organizzata.
  4. Ci sono sicuramente beni abusivi, qualcuno intestato a soggetti ritenuti border line, per i quali l’iter amministrativo non è stato ultimato. Non ci sono stati abbattimenti e non ci sono state le relative acquisizioni al patrimonio comunale.
  5. Nel mirino degli ispettori dovrebbe essere finita anche qualche somma urgenza. Ditte che gli uffici comunali avrebbero fatto meglio a non prendere in considerazione. Altri aspetti approfonditi dovrebbero essere relativi al servizio di igiene urbana.
  6. La storia delle parentele di alcuni consiglieri e amministratori è nota a tutti gli addetti lavori: sono diversi i consiglieri (e non solo) ad avere legami familiari con esponenti del crimine organizzato. Sono tanti, più di quanto uno si immagini. Ma ciò attiene soprattutto alla questione dei voti ricevuti o di eventuali favori fatti. Ma su questo ultimo punto non abbiamo (almeno noi) indizi a sufficienza.

Questi i principali aspetti, ma nella relazione potrebbe esserci anche tanto altro. Sono elementi sufficienti per sciogliere un ente? La legge parla chiaro: sì, perché conta anche la responsabilità di uffici e funzionari. Agli amministratori è demandato, sempre, il compito di seguire gli atti e controllarli.

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