Dopo la pubblicazione del video in cui ha difeso il figlio, il fondatore e garante del MoVimento 5 Stelle ha deciso di fare un passo in più. E concentrare l’attenzione su quel filmato citato su Facebook e che ritrae i quattro accusati e le due ragazze durante un momento di quella serata. I video e le foto presi dai cellulari degli accusati sono agli atti dell’inchiesta. Tra questi ce n’è uno che è stato ritrovato nel cellulare di uno degli indagati ed è considerato più significativo degli altri perché riprenderebbe la violenza di gruppo. È stato girato dagli stessi ragazzi mentre si alternavano con S. Per la Procura è un forte indizio.
Per la difesa, al contrario, si tratterebbe della dimostrazione che il quartetto non aveva nulla da nascondere, essendo la ragazza consenziente. La ragazza è stata più volte ascoltata dagli inquirenti e ha raccontato, fin nei minimi particolari, quanto sarebbe accaduto nella villa in Costa Smeralda di proprietà della famiglia Grillo. Il 26 luglio, rientrata a Milano, si è presentata alla caserma dai carabinieri, ha denunciato la violenza e ha poi deciso di farsi visitare da un medico. Nel verbale ha accusato: erano quattro, io da sola, non potevo reagire. I quattro ragazzi hanno sempre negato le accuse sostenendo che fosse “sesso di gruppo consenziente”.
E proprio quel video ora è oggetto dell’attenzione di Beppe. Che, secondo quanto racconta oggi Repubblica, avrebbe dato mandato di analizzarlo a un professionista, l’outsider Marco Salvi, noto per essersi occupato del serial killer Donato Bilancia e dell’omicidio di Carlo Giuliani durante il G8. Salvi dovrebbe fungere da perito per poter dire, attraverso filmati e foto, se Silvia fosse ubriaca o, al contrario, capace di intendere e di volere il 17 luglio 2019. La perizia potrebbe essere fondamentale ai fini del processo perché proprio sulla capacità di intendere e di volere della ragazza – ed eventualmente su chi potrebbe averla spinta a perderla – si gioca una parte importante dell’accusa
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