| Napoli – «L’ordinanza del Tribunale di Torre Annunziata sul caso della donna affetta da SLA ci pone ancora una volta davanti a una realtà che la politica non può continuare a rinviare. Quando sono in gioco la sofferenza, la dignità e la libertà di scelta delle persone, quando, in riferimento a vicende così delicate, il discrimine non può e non deve essere legato alla situazione economica dei singoli, l’assenza di regole e di tempi certi rischia di trasformarsi in un’ulteriore ed inaccettabile forma di sofferenza».
Lo dichiara Marco Villano, consigliere regionale del Partito Democratico e primo firmatario della proposta di legge regionale sul fine vita presentata presso il Consiglio Regionale della Campania, commentando il provvedimento con il quale il Tribunale di Torre Annunziata ha ordinato alle aziende sanitarie coinvolte di completare entro tempi definiti gli adempimenti necessari a rendere possibile la procedura di suicidio medicalmente assistito richiesta da una donna affetta da SLA.
«La decisione del Tribunale – prosegue Villano – non può essere letta soltanto come la risposta a una singola vicenda giudiziaria. Ci ricorda che esistono condizioni e diritti già individuati dalla Corte Costituzionale e che le istituzioni hanno il compito di rendere concretamente esercitabili. Non possiamo accettare che una persona nelle condizioni previste dalla Consulta debba affrontare, oltre alla propria malattia, un percorso segnato da incertezze amministrative, ritardi e contenziosi».
«È esattamente da questa esigenza che nasce la proposta di legge che abbiamo presentato in Consiglio regionale: non introdurre nuovi diritti né sostituirci al legislatore nazionale, ma definire procedure, competenze e tempi attraverso i quali il servizio sanitario regionale possa dare attuazione alle pronunce della Corte Costituzionale, garantendo certezza alle persone e agli stessi operatori sanitari».
Per Villano, il provvedimento del Tribunale di Torre Annunziata rende ancora più evidente anche la necessità di un intervento del Parlamento.
«Ha ragione il capogruppo PD al Senato Francesco Boccia – aggiunge Villano – quando sottolinea che un diritto non può dipendere dalla Regione nella quale si vive. Le iniziative regionali, dalla Toscana alle altre esperienze avviate nel Paese fino alla proposta presentata in Campania, nascono anche perché da troppo tempo manca una disciplina nazionale capace di tradurre in norme le indicazioni della Corte costituzionale. La risposta definitiva deve arrivare dal Parlamento e deve valere allo stesso modo per tutti i cittadini italiani».
«Il confronto sul disegno di legge Bazoli e sulle altre iniziative parlamentari – aggiunge Villano – deve quindi riprendere senza pregiudizi e senza contrapposizioni ideologiche. Su questioni così intime e delicate la politica dovrebbe essere capace di ascoltare, confrontarsi e trovare soluzioni che tengano insieme la tutela della vita, la libertà individuale, la dignità della persona e il ruolo fondamentale del Servizio sanitario nazionale».
«Nel frattempo – conclude Villano – anche la Campania deve assumersi la propria responsabilità. L’ordinanza di Torre Annunziata ci dice che il tempo delle attese indefinite è finito. La nostra proposta è a disposizione del Consiglio Regionale e di tutte le forze politiche per un confronto serio, rispettoso e aperto. Non è una battaglia di parte: riguarda la dignità delle persone e il dovere delle istituzioni di non lasciarle sole nel momento più difficile della loro vita». |