“Me la vedo io…”: la frase di Lavitola sulla scorta di Ranucci

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Il nome di Ranucci è stato ovviamente oggetto dell’interrogatorio di Lavitola nell’occasione in cui ha confessato di essere l’unico mandante dell’attentato contro l’amico fraterno. Come ha spiegato l’avvocato nell’intervista rilasciata sia al Corriere della Sera che al Messaggero “si è parlato, in risposta a una domanda della gip, di questo come di una possibilità. Ranucci potrebbe aver pensato, ma solo in seguito all’attentato, pianificato in autonomia, che si trattava di un progetto dello stesso Lavitola, suo amico”.

Sembrerebbe, infatti, che la motivazione adotta dall’inviato di Report, secondo cui quella conversazione sarebbe avvenuta solo per scopi giornalistici, non convincerebbe chi sta conducendo le indagini. Prima di tutto era un frangente in cui Report si trovava già nella pausa estiva: che servizio avrebbe dovuto quindi realizzare Autieri sulla questione? E, secondo, quel messaggio viene mandato subito prima che Ranucci (è stato lui ad avvisare Autieri della perquisizione) chiamasse Lavitola e stesse due ore al telefono con lui.
Il Giornale
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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