Marano e lo sconcerto per le frasi in Consiglio comunale del sindaco. Visconti, sempre più nervoso, ormai ha perso ogni freno

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Hanno destato sconcerto le parole, espresse in aula consiliare nei giorni scorsi, dal sindaco Rodolfo Visconti. Con la città allo sbando, i servizi comunali al minimo storico e con lo scioglimento per mafia ormai ad un passo, il primo cittadino – anziché fare un minimo di autocritica – non ha saputo far meglio che dire “meglio un sindaco ladro che un commissario”. Frase che il Visconti, come da sua ammissione, ha mutuato da un sedicente consigliere regionale, il cui nome non è stato però svelato.

Parole gravi, riferite in una sede istituzionale, che danno l’idea di chi sia il politico Rodolfo Visconti. Il problema di Marano non è Visconti, che tutti ormai conoscono, ma chi ancora lo sostiene per tornaconto personale. Un primo cittadino rozzo nel linguaggio, che non conosce la storia del Comune ma che aveva promesso mari e monti.

Ricordate le promesse sui mercati? Ricordate la storia dei fondi (parte) persi dalla sua amministrazione? Ma tanto si potrebbe dire su questo sindaco, sempre parco di parole quando si deve parlare di argomenti delicati.

Visconti è uno di quei maranesi (fortunatamente sono sempre di meno) nostalgico del passato, rimasto agli anni Ottanta e forse anche prima. Marano non ha un centro vaccinale? E lui cosa dice: “che non è colpa sua”. Marano è l’unico ente che non aggiorna costantemente sulla pandemia? Ma lui tace. Marano ha due mercati chiusi? Silenzio. Marano perde parte dei fondi di Città Metropolitana? Pazienza. Il Comune non posta in bilancio fondi che potrebbe destinare anche agli sgravi per i commercianti? Ancora silenzi.

Inutile poi parlare delle altre considerazioni fatte nell’ultimo consiglio comunale. Parla di addetti stampa senza conoscere nemmeno la differenza del termine addetto stampa e cronista. La differenza tra l’essere direttore di una testata regolarmente registrata in tribunale e qualche blog fatto in casa. E lo fa con un italiano approssimativo, spesso confondendo condizionali e congiuntivi. Una pena infinita, insomma. Una iattura per una città già devastata da camorristi, palazzinari e da qualche prete di “sistema”. Anziché pensare alla città, attacca a testa bassa. E’ nervoso, si vede, forse perché sente che la sua stagione sta per finire. E allora cosa fa? Spara sugli altri.

Visconti è il sindaco che, più di altri, ha avuto a lungo i media a suo favore: ben due giornalini lo hanno esaltato nonostante i disastri. Ma lui cosa fa? Dice che i commissari sono peggio del peggior sindaco ladro. Di commissari pessimi, invero, Marano ne ha avuti. Uno di questi, tre anni fa, fu poi cacciato per volere della Procura di Napoli. Ma come dimenticare anche le cose buone? Il recupero di milioni di euro per l’evasione idrica. Come dimenticare gli sgomberi dei beni confiscati gestione Tramonti? Come dimenticare tanto altro? Noi siamo lieti, e come noi tanti maranesi, di avere qualche commissario valido alla guida del municipio. Seppur imperfetto, sarebbe sempre meglio di un sindaco ladro o di un sindaco che tace su tutto o che a stento sa dire due parole in italiano.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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