Scuola Marano, la denuncia di una mamma: “Le contraddizioni sul coronavirus che mandano in tilt i cittadini”

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Di seguito la lettera di una lettrice:

“All’attenzione del gentilissimo Fernando Bocchetti: sono una cittadina di Marano, madre di due bimbi di 8 e 2 anni. Dallo scorso lunedì mio marito è in isolamento domiciliare, chiuso in un altra camera della casa, per sospetto covid perché presenta tutti i sintomi e perché è stato a stretto contatto con un positivo accertato. Da 8 giorni aspettiamo l’intervento della ASL, e data l’assenza abbiamo optato per un tampone privato a domicilio che non è però possibile effettuare prima del prossimo sabato. Per coscienza personale sia io che i miei figli siamo in quarantena fiduciaria, pur non presentando alcun sintomo. Mi sono informata per un ipotetico rientro scolastico del bambino di 2 anni allo scadere dei 14 giorni di quarantena, ma mi è stato detto in primis che ho sbagliato a non mandare il bimbo a scuola perché ancora non certi della positività di mio marito e che, pur rispettando i 14 giorni di quarantena fiduciaria e l’assenza di sintomi, per poter rientrare a scuola il bambino deve essere necessariamente sottoposto al tampone in caso di Positività di mio marito. La legge però dice che dopo 14 giorni di quarantena e assenza di sintomi è possibile riprendere ogni attività sociale e che addirittura in caso di positività, trascorsi i 21 giorni dai primi sintomi non si è più infetti. Mi chiedo quindi quando finiranno tutte contraddizioni che non fanno altro che creare confusione e renderci prigionieri di noi stessi. Soprattutto spero che si smuova qualcosa affinché i tamponi, privati o della ASL che siano, vengano effettuati con più rapidità. Grazie per l’attenzione. Miriam”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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