Hanno diverse insufficienze e devono necessariamente recuperarle, ma molti non sanno come e quando si svolgeranno i corsi con i loro docenti. C’è anche chi è già pronto alle lezioni online e chi, invece, dovrà aspettare l’inizio della scuola. In tutto – come riporta Il Messaggero – sono circa mezzo milione i ragazzi che dovranno sistemare un brutto voto, un’insufficienza trascurata tra i banchi oppure una triste eredità lasciata dalla didattica online. Inevitabilmente le lezioni a distanza, andate avanti con grandi difficoltà da marzo a giugno, non sono state semplici da seguire e per molti ragazzi qualche argomento è andato perduto. Ed ora bisogna rimboccarsi le maniche. Ma sono pochi gli alunni che, ieri mattina, sono tornati in classe per i corsi di recupero in presenza.
Il 1 settembre, infatti, è stato il grande giorno della riapertura: dopo 6 mesi di chiusura, con il blocco della didattica in presenza, il personale scolastico è tornato negli istituti. Non tutti i docenti, ovviamente, ma una parte. Sono rientrati per avviare la programmazione delle lezioni, sistemare gli orari e organizzare i collegi dei docenti. C’è da rivedere le aule e da indicare i percorsi di sicurezza, necessari per evitare che i flussi di studenti si incontrino. Ma tante scuole stanno ancora cercando nuovi spazi aggiuntivi e restano in attesa dei nuovi arredi. Tutto questo, adesso, si svolge in una corsa contro il tempo per arrivare puntuali alla data di inizio: il 14 settembre. Anche se non sarà la stessa per tutti, visto che cresce il fronte delle Regioni che vogliono posticipare la prima campanella spostandola dopo l’election day. Uno slittamento visto come una boccata di ossigeno anche per sistemare quello che ancora non è pronto.
E allora, in questo caos, i corsi di recupero partono a singhiozzo, solo dove possibile e per lo più in modalità online.

























