Coronavirus, le novità in arrivo sul piano fiscale

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Sospensione a tre corsie per ritenute, contributi e Iva. Stop alle attività delle Entrate e di quella dell’agente pubblico della riscossione. Blocco dei termini di pagamento legati a cartelle, al saldo e stralcio, alla rottamazione-ter e agli atti esecutivi del Fisco(si veda il servizio a pagina 23). Non solo. Tra le novità in arrivo sul piano fiscale, inoltre, anche la possibile riduzione delle sanzioni per eventuali errori di calcolo degli acconti d’imposta con il metodo previsionale per tenere già conto del calo del fatturato prodotto dall’emergenza sanitaria. Intervento mirato anche sulle società di comodo come chiesto da Confindustria e Consiglio nazionale dei commercialisti: la riduzione del 50% delle percentuali di determinazione dei ricavi minimi e del reddito minimo, ovvero dei due parametri che determinano le maggiorazioni Ires per queste società fittizie. Sono alcune delle novità in arrivo con il nuovo decreto legge annunciato per il fine settimana e con cui il Governo stanzia 12 miliardi per far fronte all’emergenza sanitaria e per sostenere famiglie, imprese e lavoratori (si veda il servizio in pagina). Sia le misure che i conti devono essere ancora definiti nei dettagli, visto che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha dovuto effettuare un’azione di contenimento rispetto a richieste che toccano quota 15-16 miliardi. L’impegno con Bruxelles preso al momento del via libera allo sforamento del deficit è stato quello di restare, almeno in questa prima fase dell’emergenza, nel limite dei 12 miliardi.

La sospensione dei pagamenti

Dopo una maratona di oltre 20 ore i tecnici del Mef sarebbero giunti forse a una possibile soluzione su come sospendere i versamenti di lunedì prossimo per imprese, autonomi e professionisti chiamati a pagare l’Iva annuale, le ritenute Irpef e i contributi. Un conto salato per i contribuenti ma che diventerebbe altrettanto salato per le casse dello Stato se, per far fronte all’emergenza sanitaria,si volesse sospendere a tutti i contribuenti l’appuntamento alla cassa di lunedì. Per le sole ritenute Irpef di dipendenti privati, pubblici e autonomi lo Stato lo scorso anno ha incassato nel mese di marzo 12,5 miliardi, a cui si sono aggiunti i 10 miliardi incassati con i versamenti annuali Iva dei contribuenti mensili (i trimestrali versano a maggio). Un totale di 22,5 miliardi di mancata cassa in caso di sospensione generalizzata difficilmente gestibile in questa delicata fase, dove l’emergenza sanitaria ormai va a braccetto con quella economica. Senza contare poi che alla sospensione dei tributi va necessariamente concessa la sospensione dei contributi. Di qui l’ipotesi, ancora da confermare con le stime della Ragioneria, di una sospensione selettiva dei pagamenti fiscali, almeno dei più onerosi. Un rinvio solo delle ritenute e dei contributi per le imprese delle filiere più colpite, come turismo, fiere, trasporti, sport, cultura e spettacolo. Mentre per gli autonomi si punta alla sospensione di ritenute, contributi e Iva per quelli con fatturati fino a 400mila euro in caso di prestazioni di servizi (soscietà e professionisti) e le partite Iva con ricavi inferiori a 700mila euro per la cessione di beni e dunque per commercianti,artigiani e piccole imprese.

Una boccata d’ossigeno per famiglie e piccole imprese arriva intanto dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) che ha deciso di bloccare i distacchi per morosità per elettricità, gas e acqua, rimandati dal 10 marzo al 3 aprile. Viene inoltre costituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, fino a 1 miliardo, per ulteriori interventi a favore dei consumatori. Iniziative analoghe sono poi giunte dalle aziende. A fare da apripista è stata Italgas che, già da domenica, ha comunicato di aver sospeso i distacchi chiesti dalle società di vendita. E ieri anche Acea e Iren hanno deciso la stessa mossa per i territori serviti e rinviato il pagamento delle fatture per i clienti in difficoltà economiche. Snam, invece, stanziato 20 milioni di euro per il sistema sanitario e il terzo settore impegnati nell’emergenza. La donazione si aggiunge ad altre già arrivate nei giorni scorsi, mentre il governo valuta possibili deduzioni fiscali su questo fronte nel nuovo decreto allo studio, nonché una rimodulazione degli oneri di sistema sulle bollette.

Cig in deroga, la dote sale a 4 miliardi

Estesi gli ammortizzatori

Raddoppiano i fondi per la cassa integrazione in deroga:da due miliardi si sale a quattro . Potrà durare al massimo nove settimane e andrà a vantaggio dei lavoratori di tutte quelle micro-imprese (anche sotto 5 dipendenti) escluse dagli ammortizzatori, colpite dall’emergenza . Per il Fis, il Fondo di integrazione salariale, la dote sale a un miliardo , per coprire i datori di lavoro da 5 dipendenti in su

Congedo di 12 giorni o voucher di 600 euro

Indennità in base al reddito

A sostegno dei genitori lavoratori a seguito sospensione servizio scolastico si studia un congedo parentale per 12 giorni aggiuntivi (30% del trattamento retributivo per redditi medio-alti; mentre dovrebbe essere 80 o 100% per redditi bassi); in alternativa potrebbero esserci voucher 600 euro attraverso la piattaforma del libretto famiglia. Anche per i privati ci sarà l’equiparazione quarantena

Autonomi, indennizzo di 5-600 euro

In campo anche le casse

Per le partite Iva e per i lavoratori autonomi si sta elaborando un indennizzo che li possa sostenere in questo momento di emergenza. Si sta ragionando attorno a una cifra di 500-600 euro. Per tutti i liberi professionisti si sta dando

la possibilità alle casse di previdenza di poter prevedere delle misure

di sostegno al reddito e di welfare

Ammesse anche le rinegoziazioni

Operazioni senza costi

Potenziato con risorse per un miliardo il Fondo di garanzia per le Pmi. Per un periodo di sei mesi oltre alla gratuità delle garanzia ne viene consentito l’accesso anche per le operazioni di ristrutturazione dei portafogli già garantiti con un requisito di nuova finanza pari al 15% del debito residuo. Previsto anche il prolungamento automatico della garanzia a fronte delle moratorie dei prestiti adottate

Sospensione per le filiere colpite

Stop attività delle Entrate

In arrivo la sospensione dei versamenti dei contributi e delle ritenute per le filiere più colpite dal coronavirus: turismo, fiere, trasporti sport cultura e spettacoli. Sospesi anche versamenti Iva ritenute e contributi per i professionisti con fatturati fino a 400mila ero di fatturato così come per i fatturati fino a 700mila per le cessioni di beni. In stand by alle attività di Agenzia delle entrate e riscossione

Raddoppiano i fondi per la cassa integrazione in deroga, da due miliardi si sale a quattro miliardi di euro. Il sussidio potrà durare al massimo nove settimane e andrà a vantaggio dei lavoratori anche delle micro-imprese (sotto i 5 dipendenti) escluse dagli attuali ammortizzatori sociali, colpite dall’emergenza coronavirus. Si rafforza anche la dote per il Fis, il Fondo di integrazione salariale, che arriva a un miliardo di euro. In totale, quindi, per i nuovi sussidi previsti dal governo per aiutare il mondo produttivo ci saranno a disposizione «cinque miliardi».

Le nuove norme, che confluiranno nel decreto legge con le misure economiche per le imprese, prevedono anche un correttivo sulla cassa integrazione ordinaria: i datori che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili al coronavirus potranno presentare domanda di Cigo o di assegno ordinario «con causale COVID-19» per un periodo massimo di nove settimane (in deroga, quindi, ai limiti vigenti previsti dal dlgs 148 del 2015).

Novità anche per le imprese che hanno in corso un trattamento di Cigs (cassa straordinaria): anche costoro potranno accedere alla Cigo speciale con causale «emergenza Covid-19», sospendendo, quindi, l’ammortizzatore in corso.

Per quanto riguarda invece il Fis, si stabilisce che l’assegno ordinario (legato all’emergenza coronavirus) è concesso anche ai lavoratori dipendenti presso datori iscritti che occupano mediamente più di cinque dipendenti.

Un’altra disposizione del Dl va, invece, a sostegno dei genitori lavoratori, alle prese con la chiusura delle scuole, che hanno figli fino a 12 anni di età: è un congedo parentale specifico per 12 giorni aggiuntivi. La misura riguarda i dipendenti del privato, gli iscritti alla gestione separata e gli autonomi , che avranno un trattamento pari al 30% della retribuzione media. Ieri nelle riunioni preparatorie girava anche l’ipotesi di prevedere una gradualità dei trattamenti economici, secondo un range che va dal 30% della retribuzione per i redditi medio-alti all’80% (o addirittura al 100%) per i redditi bassi. In alternativa questi lavoratori potranno beneficiare di un voucher per i servizi di baby sitting del valore di 600 euro attraverso la piattaforma del libretto di famiglia. Da notare che il ministero della famiglia ha proposto 10 giorni di congedo parentale aggiuntivo elevati a 15 giorni se uno dei due coniugi lavora nella sanità ieri, oggetto di riflessioni nelle riunioni alla vigilia del consiglio dei ministri odierno.

C’è il via libera della Commissione europea per utilizzare una parte dei fondi strutturali per la coesione (Fse e Fesr) per l’emergenza coronavirus. Una prima dote di liquidità disponibile è dell’entità di circa 800 milioni. Ulteriori risorse potranno derivare dai fondi non ancora impegnati della programmazione 2014-2020.

 Il coronavirus blocca i controlli del Fisco. In attesa che il Governo vari con il decreto legge atteso per il week-end il congelamento del saldo Iva di lunedì 16 marzo e misure finalizzate a sospendere i termini per le attività di Entrate e agente della riscossione, i termini di cartelle saldo e stralcio e rottamazione-ter e quelli di invio cartelle e atti esecutivi, l’Agenzia e la Guardia di Finanza si sono giù mosse autonomamente per fermare le attività legate a verifiche e controlli. Anche se non tutto è destinato a fermarsi.

Le Entrate hanno comunicato che è stata predisposta una direttiva per disporre la sospensione di attività di liquidazione, controllo, accertamento, accessi, ispezioni e verifiche, riscossione e contenzioso tributario di propria competenza. Questo «a meno che non siano in imminente scadenza (o sospesi in base a espresse previsioni normative)».

Proprio su questo aspetto dell’«imminente scadenza» potrebbe intervenire il Dl che il Governo si appresta a licenziare. E che dovrà chiarire anche se il perimetro della sospensione della riscossione preveda delle limitazioni o meno.

In un pacchetto di misure riorganizzative del lavoro per fronteggiare l’emergenza sanitaria, l’ispettorato del lavoro ha dato istruzione agli ufficiali di riscossione e messi notificatori che svolgano solo attività interne, con la sola eccezione delle attività indifferibili.

Anche la Guardia di Finanza ha deciso di sospendere per un periodo ancora indefinito e vincolato all’evoluzione dell’epidemia da Coronavirus, l’esecuzione delle verifiche, dei controlli fiscali e in materia di lavoro, «d’intesa con i contribuenti interessati, fatti salvi i casi di indifferibilità e urgenza». Ovvero per tutte le situazioni connesse a violazioni per le quali potrebbero scadere i termini di contestazione.

L’attività delle Fiamme gialle si concentrerà nei confronti di chi approfitta di questa situazione. In particolare, massima attenzione nel contrasto di frodi e attività illegali legate all’epidemia e dunque alle gare di approvvigionamento di presidi e attrezzature sanitarie, come ad esempio le mascherine, l’indebito utilizzo di risorse pubbliche (sussidi e incentivi di sostegno al reddito) destinati a famiglie e imprese. Ma non solo, perché saranno potenziati anche i controlli in dogana per il transito delle merci in entrata che in uscita con particolare riguardo alla sicurezza dei prodotti.

Intanto anche la Consulta dei Caf ha deciso di rinviare al 6 aprile l’avvio della stagione dichiarativa dei 730.

Le misure straordinarie e urgenti adottate dal Governo con i decreti legge 2 marzo 2020, n.9 e 8 marzo 2020 n.11 determinano anche la sospensione dei termini comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, di quelli per gli adempimenti contrattuali e dei termini relativi ai processi esecutivi e alle procedure concorsuali, nonché dei termini di notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attività difensiva e per la presentazione di ricorsi giurisdizionali relativi alle materie previdenziali, assicurative obbligatorie, sanzionatorie amministrative del lavoro nonché sulla sicurezza del lavoro. Il chiarimento arriva dall’Ispettorato nazionale del lavoro con una circolare che sembra richiamare la relazione illustrativa al decreto legge sul differimento dei termini processuali civili e penali che chiarisce la portata generale della sospensione dei termini estendendola anche alle impugnazioni.

Il documento, datato 11 marzo 2020, precisa che per effetto delle previsioni contenute nel Dl 9/2020 restano sospesi i termini dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione nonché gli avvisi di accertamento e di addebito di competenza dell’agenzia delle Entrate e dell’Inps, con scadenza nel periodo 21 febbraio- 30 aprile 2020. I versamenti così sospesi devono essere effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, restando escluso il rimborso di quanto già versato. Riprenderanno a decorrere dal 1° maggio 2020, i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23 febbraio al 30 aprile 2020. La misura vale però solo per le persone fisiche o giuridiche con residenza e sede legale o operativa nel territorio dei comuni individuati nell’allegato 1 al Dpcm del 1° marzo 2020.

Quanto alla sospensione dei termini relativi agli atti processuali , il comunicato dell’Ispettorato chiarisce che al rinvio al 31 marzo delle udienze relative a tutti i procedimenti civili, eccettuati quelli individuati dall’articolo 2, comma 2 lett. g), del Dl 11/2020, segue la sospensione in relazione ai medesimi procedimenti, sempre sino al 31 marzo, dei termini per il compimento di qualsiasi atto processuale, comunicazione e notificazione. Restano sospesi fino alla stessa data i termini perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione. Tale previsione comporta, in particolare, la sospensione fino al 31 marzo 2020, del termine per la notificazione dei verbali unici di accertamento e notificazione (articolo 14 della L. 689/1981). Il termine riprenderà a decorrere dal 1° aprile 2020 tenendo conto del periodo già decorso dalla definizione degli accertamenti e fino all’inizio della sospensione.

Casse di previdenza dei professionisti in campo per aiutare gli iscritti. Il tutto tra le difficoltà legate all’impossibilità di incontrarsi, e quindi improvvisando Consigli di amministrazione a distanza, e con gli uffici che faticano a lavorare a pieno regime perché in smart working.

I Cda, che già si erano allertati per i colleghi residenti nella prima “zona rossa”, si stanno ora adeguando per estendere, dove possibile, le delibere prese in quel frangente. Si tratta, in primis, della proroga di versamenti e adempimenti; attenzione però che in caso di versamento già effettuato non è prevista la restituzione.

Le Casse cercano di agire in tempi rapidi per offrire ai propri iscritti risposte immediate. C’è un però, e riguarda le regole a cui questi enti sono soggetti. Anche di questo problema parla la lettera che l’Adepp, l’associazione che rappresenta gli enti di previdenza dei professionisti, ha scritto ieri al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo eal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (si veda il pezzo in basso). Nella missiva si parla del rischio concreto che singoli enti si trovino nell’impossibilità di assicurare la puntuale osservanza dei diversi adempimenti prescritti dalla legge, dagli Statuti e dai Regolamenti. L’Adepp chiede ai ministri la possibilità per le Casse di derogare pro tempore alla normativa, anche regolamentare, vigente, o in alternativa di richiedere ai ministeri vigilanti (Economia, Lavoro e Salute), ora impegnati su molteplici fronti, di procedere all’approvazione di eventuali modifiche regolamentari in tempi brevissimi. Il timore di Adepp e di tutti gli enti previdenziali è che si possano generare possibili contenziosi tra gli enti e gli organismi di controllo, nonché tra l’ente e i propri iscritti.

Nell’attesa che questo aspetto venga chiarito le Casse si muovono per decidere come intervenire. Il tema è sensibile e Adepp lo ha posto all’attenzione del Governo chiedendo per tutti gli enti associati la possibilità di sospendere la riscossione della contribuzione, nonché tutti i termini dei procedimenti amministrativi in corso, quantomeno sino alla data di scadenza del termine emergenziale secondo le indicazioni del Consiglio dei ministri.

Le Casse, che per prima cosa devono garantire le pensioni, da alcuni anni si sono impegnate attivamente sul welfare; un’azione che oggi si potrebbe rivelare provvidenziale per aiutare gli iscritti. C’è però un aspetto sugli aiuti erogati che va affrontato. Vale a dire la tassazione a cui sono soggetti i contributi che le Casse erogano agli iscritti in situazioni di difficoltà. Questi emolumenti vengono tassati, e per questo Adepp chiede espressamente a Lavoro ed Economia che le indennità di carattere assistenziale, eventualmente riconosciute per effetto dell’ emergenza epidemiologica dalle Casse non concorrano alla formazione del reddito.

Dott. Michele Napolano

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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