Marano, Pip, beni abusivi e confiscati: è tutto fermo nonostante le promesse del Comune. Sul cimitero, invece, poche e confuse notizie

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Pip, sgomberi di beni abusivi e acquisiti al patrimonio comunale, beni confiscati, ampliamento cimiteriale e case popolari. Dall’insediamento della giunta Visconti, eccezion fatta per le case popolari (è in corso un iter di verifica delle posizioni degli attuali occupanti), poco o nulla è stato fatto.

La vicenda Pip, l’area industriale di via Migliaccio, per la quale l’ente cittadino ha già avviato e concluso l’iter per l’acquisizione al proprio patrimonio, è stata completamente dimenticata o volutamente ignorata dal primo cittadino e dai suoi assessori e dirigenti. Il motivo? Si attende un confronto con i magistrati della Procura di Napoli, ma il confronto non è mai stato sollecitato. Intanto tutte le anomalie e le difformità urbanistiche presenti nell’area sono rimaste tali.

Anche sui beni abusivi, dichiarati beni comunali da decenni ormai, è calato il silenzio. Di Pace aveva parlato di sgomberi da eseguire a partire dal 30 aprile scorso. Da allora nessun summit con le forze dell’ordine per organizzare le operazioni. Sui beni confiscati, quelli assegnati di recente al Comune e che dovrebbero essere dati alle famiglie indigenti, vi sarebbero ulteriori problemi legati alle destinazioni d’uso e ad altre pastoie burocratiche. Visconti, nel corso di un evento che si tenne in via San Tommaso, dove fu inaugurata una casa famiglia, promise al pm della Dda Di Mauro, presente al taglio del nastro, “impegno e celerità sull’assegnazione di tali beni”.

L’ampliamento cimiteriale? I lavori proseguono, seppur a rilento, ma non vi è traccia o notizia chiara sulla consegna dei loculi, ormai attesi da un decennio da cittadini che in larga parte hanno già pagato il dovuto.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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