Quei 5 senatori grillini che potrebbero far cadere il governo. Ma Di Maio rassicura

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Luigi Di Maio raggiunge il teatro Flaiano a Roma dove il Movimento 5 Stelle sta festeggiando i successi di Virginia Raggi e Chiara Appendino alle elezioni comunali di Roma e Torino, 20 Giugno 2016. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
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Martedì 6 agosto sarà il giorno fatidico, quello che decreterà le sorti di questo governo, nonché il giorno della fiducia al decreto Sicurezza bis. Solo due giorni fa la maggioranza ha guadagnato un altro senatore, Emma Pavanelli (M5S), ripescata in Umbria – ricorda Il Corriere della Sera – per mancanza di candidati nel collegio vinto in Sicilia. Così ora l’esecutivo gialloverde può contare su 165 voti, 107 del Movimento 5 Stelle e 58 della Lega. Appena cinque in più rispetto alla maggioranza necessaria di 160 voti. Una coincidenza che potrebbe essere fatale perché sono almeno cinque i senatori del M5S che potrebbero votare contro o astenersi.

Tra questi spuntano Elena Fattori e Matteo Mantero. Non solo. Difficile che per la Lega possa partecipare al voto il fondatore Umberto Bossi. Anche se lui non si tirerebbe indietro. In soccorso della maggioranza potrebbero allora correre i tre senatori della SüdtirolerVolkspartei, partito che in Alto Adige governa con la Lega. Circola poi l’ipotesi che al momento del voto Fratelli d’Italia possa uscire dall’Aula in modo da abbassare il quorum. Ma dal partito di Giorgia Melonismentiscono nettamente questa ipotesi nonostante sia lei la prima leader a tifare per il ritorno alle urne e un governo di centrodestra.

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