Una spartizione avvenuta qualche anno fa, che ha sempre retto, anche nei periodi di frizione criminale o di guerra aperta (come la faida tra i Contini e i Mazzarella). È la spartizione degli ospedali, veri e propri bancomat per la camorra napoletana, secondo quanto ha raccontato un ex boss della camorra, da qualche anno passato dalla parte dello Stato. Si chiama Mario Lo Russo, le sue parole sono quasi del tutto omissate, segno di indagini in corso. In sintesi, ad ognuno il suo ospedale. Ad ogni gruppo o cartello di clan, la sua cittadella, il suo nosocomio. Anno 2016, sentiamo cosa ci racconta Mario Lo Russo: «L’ospedale San Giovanni Bosco è in mano ai Contini, come impresa di pulizia, forniture, lavanderia; come lo facevamo noi nelle nostre zone, al (secondo) Policlinico». E poi? Finita la spartizione? Niente affatto: «Il clan Cimmino del Vomero era al Cardarelli», mentre da altre indagini risultano tentativi di infiltrazione al San Gennaro da parte dei clan della Sanità, oltre alla penetrazione dell’ormai ex clan Lo Russo (e dell’azienda Kuadra) al San Paolo di Fuorigrotta. Ed è ancora Mario Lo Russo a chiarire un concetto su tutti: «Se noi avevamo bisogno di qualcosa al San Giovanni Bosco, bastava chiamare Ettore Bosti e lui chiamava chi di dovere e tutti si mettevano a disposizione».
Il Mattino
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