L’editoriale. Marano, l’ultima tornata elettorale e il sentiment popolare. La sinistra, al governo del Comune, è netta minoranza in città

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I dati dell’ultima tornata elettorale sono eloquenti e ci dicono che la sinistra, nella nostra città, è ridotta ai minimi termini. Se sommiamo i voti raccolti dal M5S (43,41 per cento), dalla Lega (16,60), Forza Italia (9,40) e Fdi (5,93), ci rendiamo conto che oltre il 75 per cento delle persone recatasi alle urne hanno votato per i partiti sovranisti, di centrodestra o comunque non di sinistra. A Marano il Pd, il partito del sindaco, il partito al governo della città, ha raccolto il 16,52 per cento dei consensi, piazzandosi dietro Cinque Stelle e Lega, nonostante avesse in campo consiglieri, sindaco e qualche assessore. Il ragionamento del capogruppo del Pd, Pasquale Coppola, che ha parlato chiaramente di sconfitta elettorale dei democratici e dell’amministrazione Visconti non fa dunque una piega, anche se i dem fanno registrare un miglioramento rispetto alle precedenti performance. Il Pd arriva terzo e la sinistra radicale è poco più di una testimonianza. La Sinistra ha raccolto, infatti, la miseria di 429 voti, pari al 2,60 per cento. I partiti del centrosinistra e della sinistra estrema portano a casa poco più del 20 per cento dei consensi, se consideriamo però anche i Verdi e Più Europa. Il consiglio comunale di Marano, dove a dettar legge sono le liste di centrosinistra (per la maggioranza) e in molti casi una forza di minoranza “petrosina ogni minestra”, è distante anni luce dal sentiment popolare. Solo una piccola parte di Marano ha votato per Visconti, non perché ne fosse convinta ma solo per l’assenza del Movimento Cinque Stelle (grave colpa) e perché le alternative in campo non sono state ritenute sufficientemente credibili. D’altronde l’alta percentuale di astenuti fu, anche in quel caso, indice di un assoluto malcontento.

 

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