I carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip presso il Tribunale di Avellino, nei confronti di Renato Pingue, capo dell’ispettorato interregionale del Lavoro di Napoli, ritenuto responsabile di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, in concorso con l’amministratore delegato di un’importante società per azioni irpina operante sul territorio nazionale. Contestualmente, nei confronti di questo imprenditore e del legale rappresentante di una Spa, che opera nel settore della fornitura di manodopera per servizi vari, è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente per l’importo di circa due milioni di euro.
Le due Spa erano state oggetto di verifica ed accertamento di irregolarità da parte degli ispettori del Lavoro, dipendenti dell’odierno arrestato, che in cambio dell’assunzione del figlio, nel corso del procedimento di accertamento avrebbe dato disposizioni affinché nelle comunicazioni ai lavoratori, che riuniti in cooperative svolgevano servizi in favore delle citate Spa, venissero omesse indispensabili informazioni, obbligatorie ai sensi dell’art. 29 del d.lgs. 276/2003, e che avrebbero consentito agli stessi di esercitare appieno i loro diritti di rivalersi per spettanze e contributi mai percepiti anche nei confronti delle due Spa in qualità di committente.




























