C’è l’ombra di Crescenzo Coppola, ex assessore della giunta Cavallo, ex gabrielliano doc (nel senso di Corrado Gabriele), ex rifondarolo folgorato sulla via di Matteo Renzi, dietro ogni passo di Rodolfo Visconti, candidato sindaco del Pd e di due liste civiche.
Nelle interviste rilasciate da Visconti ci sono tracce (evidenti) e riferimenti a discorsi e vecchie dichiarazioni rese in consiglio comunale o alla stampa dal buon Crescenzo. Un campionario di frasi snocciolate da anni, ad ogni tornata amministrativa.
Eccone alcune, rilasciate di recente ad organi di stampa, chiaramente ispirate alle vecchie dichiarazioni del Coppola, da giorni uomo-ombra e spin doctor di Visconti:
“Lavoreremo – dice Visconti – di concerto con le altre istituzioni del territorio locale ed area metropolitana per rendere la nostra città più vivibile; creeremo i presupposti affinché la nostra città entri al più presto in un progetto di interconnessione con il sistema di trasporti metropolitano; avvieremo iniziative per la diffusione della cultura della città con una villa come il Ciaurro che deve diventare un polo di attrazione grazie al contributo di realtà associative; trasformeremo Palazzo Battagliese nel palazzo dei giovani e delle startup e il Palazzo Merolla invece da trasformare in polo culturale cittadino. Ed inoltre: recupereremo le strutture sportive del territorio oggi abbandonate come lo stadio comunale e il palazzetto dello sport; riqualificheremo e reinventeremo il suolo esistente e dismesso; rafforzeremo le reti sociali territoriali coinvolgendo direttamente i cittadini, le associazioni, le cooperative sociali per affrontare nel modo più efficace le domande di servizi e di supporto”.
Visconti, interpellato sul Pip e sulla questione della riforma della macchina comunale, gioca di diplomazia e, anziché annunciare misure drastiche e modifiche nella struttura dell’Ente, dice testualmente: “Negli ultimi anni la capacità operativa della struttura comunale si è ridotta, molti funzionari e dirigenti sono andati via e le condizioni di lavoro si sono fatte più difficili. In virtù di una struttura organizzativa deficitaria, appare importante dare impulso ad una nuova politica di bilancio che riduca le spese per le grandi opere e liberi risorse da destinare al personale e alle attrezzature comunali”.
I dipendenti, anche quelli che hanno palesemente ostacolato il lavoro dei commissari e di vecchi sindaci, possono insomma dormire sogni tranquilli. Con Visconti, in pratica, nulla cambierà.
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