Scandalo Pip, la Procura chiede il rito immediato per i fratelli Aniello e Raffaele Cesaro, attualmente detenuti nel carcere di Terni.
I due imprenditori di Sant’Antimo sono ritenuti responsabili di concorso esterno in associazione mafiosa, in realzione a rapporti ritenuti sospetti con imprenditori e tecnici ritenuti legati al clan Polverino.
Secondo la valutazione dei pm c’è l’evidenza della prova, mentre le condizioni detentive degli imputati consentono di saltare il filtro dell’udienza preliminare.
Le accuse degli investigatori sono chiare: “i due imprenditori realizzano l’appalto in concessione, concernente il Pip di Marano, impiegando il denaro proveniente dai traffici illeciti esercitati da Giuseppe Polverino, realizzando così una società occulta per ottenere l’aggiudicazione dell’appalto”.
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