Il Pd ha chiesto infatti al governo di porre a Montecitorio una “fiducia tecnica” sulla nuova legge elettorale modificata e approvata nei giorni scorsi dalla commissione Affari costituzionali. Un modo – spiega Ettore Rosato che ha formalizzato la richiesta – di superare l’impasse dei voti segreti, “strumento regolamentare assolutamente improprio sulla legge elettorale”, come ha spiegato lo stesso Rosato.
Un’ipotesi, quella della fiducia che raccoglie il consenso di tutte le forze che hanno trovato l’accordo sul Rosatellum bis, ma che ha già scatenato le ire di Mdp: “Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia”, dice il coordinatore Roberto Speranza, “Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero“.
“È comprensibile che, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, la maggioranza che sostiene Paolo Gentiloni chieda al governo di porre la questione di fiducia come strumento per l’approvazione della legge elettorale“, dice però Renato Brunetta (Forza Italia), “Abbiamo partecipato con convinzione e con senso di responsabilità al dibattito in Commissione su questo nuovo sistema di voto. In quella sede ogni gruppo politico ha avuto l’opportunità di approfondire le questioni più delicate e di proporre modifiche al testo base presentato dal relatore Fiano. Già in Commissione abbiamo sostenuto come questa legge elettorale, nello scenario attuale, rappresenti il miglior compromesso possibile“.
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