Marano, il Comune beffato dal Tar sulla vicenda del capannone abusivo. Vicenda scandalosa, gestita malissimo. Ma nessuno si dimette?

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Doccia gelata, ma provocata dagli errori a ripetizione del Comune e dalla sottovalutazione della situazione. Il Tar, il tribunale amministrativo regionale, ha rinviato al 13 marzo la sentenza di merito sulla questione del capannone abusivo di via Vallesana, acquisito da anni al patrimonio comunale e occupato illegalmente. Un capannone utilizzato per il deposito di automezzi di grande portata, la cui presenza – su un terreno comunale – ha impedito ai cittadini di Marano di ottenere una strada già finanziata con fondi europei. Quando Reppucci arrivò al Comune sentenziò che la struttura sarebbe stata liberata in 25 giorni. Era gennaio. E invece cosa è accaduto? Il commissario straordinario, che dovrebbe fare il suo grande mea culpa, concesse giorni, settimane agli occupanti per liberarlo e smontare le strutture in ferro, in modo da consentire agli abusivi anche di recuperare qualcosina dalla vendita del ferro. Una storia che, se fosse accaduta in un paese normale, avrebbe fatto sobbalzare dalle sedie magistrati, forze dell’ordine e reparti speciali. E invece siamo a Marano, e commissari o non commissari, non cambia mai nulla.

Non ce ne era alcun bisogno di concedere tutto quel tempo agli abusivi, che ora ridono del Comune: sarebbe bastato infatti indicare una data entro la quale gli stessi avrebbero dovuto lasciare l’area e recintarla con un apposito cartello: “area comunale”. Badate bene, il Tar, qualche anno fa, si era già espresso sull’abuso edilizio e sull’occupazione illegittima, dando in quel caso ragione all’Ente. I giudici ora hanno preso tempo perché gli atti prodotti dal Comune nelle ultime settimane sono stati fatti alla meno peggio.

Insomma, tra promesse mancate, errori procedurali da parte dei tecnici comunali (nessuno si dimette, naturalmente, poiché lo stipendio vale più della loro dignità) si è arrivati ad un ricorso da parte dei privati che si poteva evitare tranquillamente. Ovviamente nessuna parola da parte del Pd, che non vuole schierarsi contro il ministro dell’Interno Minniti, del suo stesso partito. Ovviamente non parla Forza Italia, reduce dallo scioglimento per camorra. Ovviamente non parlano i Cinque Stelle, da qualche tempo piuttosto moderati. E i sinistri? Beh, loro si occupano solo di migranti e di questioni intrise di ideologia.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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