Marano, perché il Comune chiude gli occhi anche sulla sede dei mutilati non a norma? Ennesima storia di “dimenticanze” e di funzionari a dir poco distratti..

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La sede dell’Unione mutilati di piazza della Pace, tuttora occupata dai soci, continua ad essere a rischio sotto il profilo strutturale. Per mesi, sul tavolo dell’ex segretario generale del Comune e di altri funzionari poi, tra cui Elena Mucerino, ci sono state ben due relazioni tecniche che attestano lo stato di pericolo e la necessità di procedere con lavori di ristrutturazione del tetto e non solo. Ben due relazioni. La prima firmata dal tecnico Massimo Squarzoni, che sottolineava l’esigenza di muoversi in fretta e calcolava i costi in 15-20 mila euro; l’altra, invece, è a firma dalla stessa Mucerino, la funzionaria dell’Urbanistica che ha gestito (malissimo) anche la grana del capannone abusivo di via Vallesana, da anni di proprietà comunale ma ancora incredibilmente occupato. La relazione della Mucerino, rispetto a quella del suo collega di lavoro, è notevolmente più blanda. Perché tanta differenza? Chi è che sbaglia o finge di non vedere tra la Mucerino e Squarzoni?

I lavori da eseguire, secondo la Mucerino, sarebbero pochi e poche sarebbero le migliaia di euro da spendere. Una relazione che ha lasciato perplessi in tanti, anche perché la sede dei Mutilati non è a norma non solo per la questione tetto: l’impianto elettrico, udite udite, risale agli anni Cinquanta del secolo scorso, e quindi non è per nulla a norma con le normative già in vigore da diversi anni. Mancherebbe inoltre anche un contatore idrico per calcolare i relativi consumi, ma nessuno finora si è preoccupato di agire. Come mai tutta questa pigrizia da parte degli uffici comunali? La scusa è sempre la stessa: il personale è insufficiente, le risorse sono poche e bla bla bla….

I lavori nella sede dei Mutilati dovrebbero essere a carico dell’associazione che li rappresenta oppure, in caso di inottemperanza, ad eseguirli dovrà essere il Comune, proprietario del bene. Da troppo tempo (e non si comprende il motivo) è calato il silenzio sulla vicenda. Il Comune non ha fretta, pur nell’evidenza dei fatti.

Fatti come quelli relativi all’immobile abusivo, realizzato proprio dal Comune e proprio a ridosso della sede dei Mutilati. L’ente, dopo anni di dimenticanze e non ricordo, si mosse repentinamente (un annetto e mezzo fa) per “liberare” il manufatto dai volontari di un’associazione che forniva alimenti agli indigenti, che erano stati dirottati in quella sede (abusiva) proprio dallo stesso ente cittadino.

Da allora, però, tutto si è fermato: l’abuso non è stato sanato (si poteva e si potrebbe fare) e l’immobile nemmeno è stato abbattuto. Il risultato? I volontari sono andati via e la distribuzione dei pacchi non si fa più; il manufatto abusivo, costruito proprio dal Comune, è ancora lì e i soci dell’Unione Mutilati occupano ancora una sede comunale non a norma sotto tanti punti di vista. Auguri!

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