Marano, qualcuno spieghi al segretario D’Ambrosio che il Comune non è un ente di sua proprietà

0
Condividi
1.338 Visite

Qualcuno (una buona volta) dovrebbe spiegare al segretario generale del Comune di Marano, la dottoressa Giuseppina D’Ambrosio, che l’ente in cui lavora (pagata con i soldi dei maranesi) non è una struttura di sua proprietà. Ormai siamo in piena deriva narcisistica e al delirio di onnipotenza. Era accaduto anche in passato, ma ora si è superato ogni limite.

Spesso ci è capitato di scrivere sul suddetto funzionario, soprattutto per le innumerevoli gaffe (amministrative) di cui si è resa protagonista in questi mesi. Ora, passi il fatto che a nostro giudizio non è in grado di ricoprire quel ruolo, passi pure il fatto che il prefetto Reppucci non abbia sentito la necessità di affidarsi ad un nuovo segretario (come logica e buon senso avrebbero imposto), passi pure il fatto che non si è tenuto conto che quando insedia una commissione straordinaria (in un ente sciolto per camorra) di norma – lo prevede il Tuel – si azzerano tutte le cariche frutto di nomina politica.

Passi tutto questo, ma non è possibile accettare che un segretario comunale, che dovrebbe garantire la liceità degli atti ed è inoltre a capo dell’anticorruzione, non consenta ai liberi cittadini e ai giornalisti di appuntarsi i nomi dei candidati di un concorso pubblico, in una sala comunale e durante lo svolgimento delle prove che, ricordiamo ai distratti, sono aperte a tutti.

Il prefetto Repucci, quando si insediò al Comune, ebbe a dire: “Questo ente sarà una casa di vetro, aperta a tutti, sempre”. Forse sarebbe il caso di ricordarlo anche al segretario generale.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti