Marano, il grande piano per salvare il Comune dal dissesto. La ricetta è già pronta: oneri da condono, strisce blu, diritto di superficie e alienazione dei beni

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Il grande piano per salvare il Comune dal default. Una manovra non più rinviabile, da mettere in campo subito, senza indugi e ulteriori perdite di tempo. Se ne parla da anni, ma molte delle cose teorizzate o avviate da vecchi amministratori e dall’ex commissario straordinario Gabriella Tramonti si sono pian pianino arenate. Il Comune, oltre al debito strutturale, è stretto nella morsa dei contenziosi giudiziari che potrebbero creare ulteriori noie. Bisogna introitare risorse e farlo in fretta.

All’orizzonte, commissione straordinaria permettendo, si profilano i seguenti interventi:
Condono edilizio. In teoria sono tra i 10 e i 15 i milioni da poter recuperare. Al momento l’ente cittadino ne ha incassati poco più di 1 milione.
Evasori canoni idrici.   
Si annidano prevalentemente nei grandi parchi. I nomi sono noti da tempo. La black list è già da anni a disposizione del Comune. Dai grandi evasori dell’acqua il Comune potrà introitare almeno un paio di milioni di euro.
Vendita case popolari e altri beni.

In 20 anni il Comune non è riuscito nemmeno a produrre uno straccio di graduatoria per gli aventi diritto e difficilmente si riuscirà a sgomberare chi non ha più diritto a stare nelle case dell’Ente. Leggi permettendo, sembra essere più fattibile la strada della vendita dei beni, almeno di una buona parte. Il piano era già stato avviato dalla Tramonti e a suo tempo fu anche siglato una sorta di accordo con la Corte dei Conti. Il Comune doveva alienare parte dei suoi beni in tre anni, ma in tre anni, sotto la gestione economica targata Gargiulo, nulla è stato fatto. La lista degli appartamenti è già disponibile. In caso di vendita, l’ente potrebbe recuperare almeno 4-5 milioni di euro.

Strisce blu

Da anni il Comune non percepisce un centesimo dalla sosta lungo i corsi della città, a ridosso dell’Asl e del municipio. Migliaia di euro al giorno che vanno nelle tasche degli abusivi posti ormai ad ogni angolo di strada. L’introito stimato è di almeno 500-600 mila euro in anno, al netto dei costi da sostenere per la ditta che vincerà l’appalto.

Riscatto diritto di superficie.

I proprietari di un alloggio o altra unità immobiliare Peep, costruito su terreno concesso in diritto di superficie possono diventare proprietari del suolo; chi è interessato a convertire il diritto di superficie in piena proprietà o modificare i vincoli relativi alla vendita e locazione degli alloggi ceduti in proprietà dovrebbe versare al Comune un corrispettivo. Importo stimato è di circa 4 milioni di euro.

Rinegoziazioni mutui. 

Tale operazione consentirebbe all’Ente di risparmiare riducendo rata, tassi o modificando la durata dei mutui.

Aumento canoni di fitto.

E’ tempo di mettere mano su tante questioni. Piccoli aumenti potrebbero essere previsti per i concessionari del mercato ortofrutticolo (ma occorrerà prima varare bando e regolamento), per gli operatori del mercato pannino, per le congreghe del cimitero, per i concessionari di strutture pubbliche: stadio, palazzetto e teatro in primis.

Segretaria comunale. 

E’ una piccola voce, certo, ma comunque significativa in questo particolare contesto storico. L’uscita di scena della segretaria, che costa poco più di 80 mila euro l’anno, ne farebbe risparmiare al Comune almeno 40 mila. Non essendoci più una giunta e un Consiglio, al Comune basta e avanza anche un segretario generale part time da sostituire, in caso di assenza, con il vice segretario in carica.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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