Segnatevi questa data: 16 settembre 2017. Ecco perché non vogliono farci votare presto

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C’è una paura che serpeggia tra i corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama da quando Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni al Quirinale. Se i parlamentari sono in fibrillazione non è tanto per l’ansia di ridare un governo al Paese e difendere l’economia nazionale dalle speculazioni dei mercati, ma quanto per la lontananza di una data che da tempo avevano cerchiato in rosso sul proprio calendario: il 16 settembre 2017. Proprio quel giorno, più di 600 onorevoli potranno festeggiare i quattro anni, sei mesi e un giorno dall’esordio in Parlamento. Non un traguardo qualunque, ma anzi il periodo minimo indispensabile per far scattare i requisiti di accesso al vitalizio.

Il rischio di aver trascorso qualche anno in aula e di tornare a casa a mani vuote colpirebbe tutti i parlamentari alla prima legislatura. Ogni mese ognuno di loro versa l’8,8% dell’indennità parlamentare lorda, quindi circa 1000 euro mensili. Se non vengono raggiunti i requisiti temporali minimi, quei contributi non possono essere nè ricongiunti ad altri profili previdenziali nè riscattati, non essendo soddisfatto il requisito minimo della continuità dei versamenti per il periodo previsto.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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