Gentile dottore, sono un ingegnere quarantenne, sposato con prole. Fino a poco tempo fa la mia vita era caratterizzata solo da certezze, nei diversi ambiti, dalla famiglia al lavoro. Questo era soddisfacente e gratificante, ma purtroppo i tempi ci portano a vivere la crisi e tante certezze vengono meno. A ciò si è aggiunto una mia preoccupazione per lo stato di salute, dal momento che comincio ad accusare delle difficoltà nei rapporti intimi con mia moglie, che amo moltissimo. Queste difficoltà si manifestano con la caduta dell’erezione; l’intimità con mia moglie è sempre stata appagante per entrambi, ed ora, nonostante la sua comprensione e la mancanza assoluta di colpevolizzazione, sono in forte imbarazzo e non riesco nemmeno a parlarne. Ho consultato più di uno specialista e tutti hanno escluso cause organiche. Che mi sta succedendo? Il desiderio non è scemato, ma il mio corpo non lo segue.
Claudio (Torre del Greco)
Il genere maschile è ingombrato dal fallo (Lacan)! Quanta fragilità si cela dietro alla potenza virile che, quando viene minata nei suoi presupposti, determina una condizione di fragilità, di incertezza, di pericolo, di incapacità ad affermare la propria presenza nel mondo. I bambini sono soliti fare un gioco, che occupa fin da piccoli il loro immaginario: la sfida a chi ha più forza nel getto della pipì. Il significato è facilmente interpretabile, questo gioco viene considerato come una caratterizzazione di una tappa legata allo sviluppo psicoaffettivo del bambino. C’è da dire anche che alcune produzioni simboliche dell’adulto rimandano a questo gioco, senza avere la possibilità di pensare che oltre all’attaccamento al proprio fallo vi è la strada dei sentimenti, che va oltre l’esibizionismo della potenza virile. I sentimenti vanno veicolati attraverso la parola, che si fa portatrice di emozioni che si legano indissolubilmente al vissuto della persona. Esse vanno condivise con la persona che si è scelto per la propria vita, che, nel sentirsi riconosciuta nel suo essere amata, non sarà mai giudice di una prestazione, ma contenitore di ansie e di debolezze, che sono la potenza vera della persona, che si è decisa ad andare oltre la misura del proprio naso.
Dott. Raffaele Virgilio, psicologo e psicoterapeuta
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