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Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, esprime la più ferma condanna per i gravi messaggi di intimidazione e minaccia indirizzati via social al Sindaco di Quarto, Antonio Sabino, al quale manifesta massima vicinanza.
L’azione di demolizione dei silos del cementificio sottratto ai clan e la contestuale riconversione di quel cespite in un centro polivalente culturale dimostrano la forza della legalità che si riappropria del territorio. Sono state immediatamente attivate le misure a tutela del primo cittadino, anche a garanzia della prosecuzione della sua azione amministrativa, ed è stata disposta l’intensificazione dei servizi di vigilanza da parte delle Forze di polizia. Inoltre, in sede di riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, già convocato per il 1 giugno p.v., saranno valutate ulteriori iniziative tese a contrastare ogni forma di interferenza criminale nella vicenda, quali il presidio dei cantieri con servizi mirati di controllo del territorio presso l’area dell’ex cementificio, anche allo scopo di garantire la sicurezza delle maestranze e la regolare esecuzione dei lavori.
La restituzione alla collettività dei beni sottratti alle mafie costituisce una priorità strategica della Prefettura di Napoli. Ogni tentativo di frenare questo processo riceverà una risposta ferma ed immediata da parte di tutte le articolazioni dello Stato.
Prefetto Di Bari
Esprimo la mia piena solidarietà al sindaco di Quarto Antonio Sabino per i gravi messaggi intimidatori ricevuti dopo l’abbattimento dell’ex cementificio del clan Nuvoletta-Polverino.
Minacce di questo tipo non colpiscono soltanto un sindaco. Colpiscono le istituzioni e tutti quei cittadini che credono in un territorio libero dalla camorra.
A chi pensa di fermare il cambiamento con le intimidazioni va data una risposta chiara: nessun passo indietro. I beni confiscati devono diventare occasioni di riscatto e sviluppo per le nostre comunità.
Ad Antonio Sabino, all’amministrazione comunale e alla città di Quarto giunga la vicinanza mia personale e dell’intera comunità di Qualiano.
Sindaco De Leonardis
NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE: SOLIDARIETÀ AD ANTONIO SABINO
L’abbattimento dell’ex cementificio del clan Nuvoletta-Polverino a Quarto ha segnato una vittoria dello Stato, della legalità, della bellezza che si riappropria con forza del territorio. Ma la reazione di chi vive nell’ombra dell’illegalità non si è fatta attendere, manifestandosi con la solita, vile violenza verbale.
“Morta una camorra se ne fa un’altra”, “Pupazzo”, “Ti metto dentro ai muri”.
Questi sono solo alcuni dei gravissimi messaggi social. Minacce esplicite, insulti e intimidazioni rivolte direttamente al sindaco Antonio Sabino. Sono lo sfogo rabbioso di chi vede crollare i propri simboli di potere e di sopraffazione.
Come Presidente del Consiglio della Regione Campania, voglio esprimere la massima solidarietà ad Antonio Sabino. Una vicinanza che non è soltanto personale, legata alla stima per l’uomo e per l’amministratore, ma è profondamente istituzionale, a nome di tutto il Consiglio regionale. Antonio non è solo. Attaccare lui significa attaccare lo Stato, la Regione e tutti i cittadini onesti della Campania.
Se qualcuno pensa che queste minacce possano rallentare l’azione amministrativa o spaventarci, ha sbagliato drasticamente i suoi calcoli. La risposta a questa violenza non può che essere una sola: andare avanti, più veloci e determinati di prima.
L’ex cementificio diventerà vita: al posto del cemento della camorra sorgerà un centro polivalente culturale, con un teatro all’aperto e aree fitness. Accelereremo al massimo per l’inaugurazione di questo parco. Non ci fermiamo, la sottrazione dei beni continua. Siamo già al lavoro, con Antonio, per portare avanti i nuovi bandi in progetto per assegnare tutti gli altri beni confiscati sul territorio.
La camorra si sconfigge togliendole il controllo della terra, i capitali e, soprattutto, restituendo dignità e futuro ai nostri giovani. Caro Antonio, siamo al tuo fianco. La Campania onesta va avanti con la schiena dritta.
Massimiliano Manfredi























