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La recente scossa di terremoto che ha interessato l’area flegrea non ha soltanto svegliato di soprassalto migliaia di cittadini, ma ha riportato al centro dell’attenzione una realtà spesso sottovalutata: anche Marano comprende aree inserite nella zona rossa per rischio sismico.
Una criticità con cui la popolazione, negli anni, ha imparato in parte a convivere, ma che oggi impone una riflessione seria sulle capacità organizzative e preventive dell’Ente comunale in materia di emergenze e protezione civile.
Nonostante le difficoltà legate alla carenza di organico e alle limitate risorse economiche, il Comune dovrebbe investire maggiormente nella gestione e nella prevenzione delle emergenze, sfruttando pienamente strumenti, fondi e opportunità messi a disposizione dagli enti sovracomunali.
Attualmente, infatti, a Marano non esiste un vero Settore autonomo di Protezione Civile con un proprio responsabile dedicato, come avviene per gli altri settori dell’amministrazione comunale. La struttura operativa è sostanzialmente composta da volontari ed è incardinata all’interno del Settore Polizia Locale, alle dipendenze del comandante Capitano De Luca, con il maresciallo Delicato come punto di riferimento operativo.
Negli ultimi mesi, va riconosciuto, molto è stato fatto dalla Commissione Straordinaria: dall’aggiornamento del Piano Comunale di Protezione Civile all’adesione a bandi e fondi regionali, fino all’affiancamento di giovani del Servizio Civile alle attività del settore.
Tuttavia, secondo molti cittadini e operatori del territorio, il passo decisivo sarebbe la creazione di un vero Settore di Protezione Civile, strutturato e operativo in maniera stabile e non residuale.
L’obiettivo sarebbe quello di garantire maggiore sicurezza ai cittadini maranesi, rafforzando il sistema di prevenzione e valorizzando il personale già in servizio, composto da figure considerate altamente qualificate e che nel tempo si sono distinte per capacità professionali e organizzative durante esercitazioni, tavoli tecnici e iniziative territoriali.
In quest’ottica, la Commissione Straordinaria guidata dal Prefetto Cardellicchio potrebbe rappresentare l’occasione giusta per avviare un percorso ambizioso ma necessario. Un progetto che, attraverso strumenti giuridici, amministrativi ed economici già adottati in altri settori, potrebbe valorizzare in modo meritocratico le professionalità interne e costruire una struttura moderna ed efficiente, sul modello di altri Comuni situati in zona rossa. Una sfida complessa, ma che molti ritengono ormai non più rinviabile.

