C’è una parola che descrive perfettamente lo stato dell’informazione locale a Giugliano in Campania: imbarazzante.
Non è una provocazione gratuita, ma la fotografia di un sistema mediatico che troppo spesso rincorre, copia e commenta — senza mai anticipare. E soprattutto senza riconoscere meriti. Perché i fatti parlano chiaro: alcune delle vicende più gravi e rilevanti degli ultimi mesi non sono state scoperte dalla stampa giuglianese, ma da una testata esterna, TerranostraNews, con base a Marano. Il possibile scioglimento del Comune e l’arrivo di una commissione d’accesso? Anticipati.
Il mancato scioglimento, frutto di una scelta discutibile del Viminale e della Prefettura, nonostante l’evidente continuità amministrativa tra l’attuale giunta D’Alterio e quella guidata da Nicola Pirozzi? Analizzato.
Il caso delle firme false alle elezioni, dall’esplosione iniziale fino alla chiusura delle indagini? Documentato.
Non solo: TerranostraNews ha pubblicato per prima i dettagli più pesanti — le cosiddette “firme pezzotto”, coinvolgenti tutte le liste collegate a tre candidati sindaco, e i nomi dei 13 indagati, tra cui 8 politici.
E ancora: il caso dell’ex sindaco Pirozzi, riconfermato nell’Ente d’Ambito con un regolamento modificato ad hoc per garantirgli uno stipendio consistente. Una vicenda che solleva interrogativi politici ed etici enormi, ma che anche in questo caso è emersa grazie a chi ha fatto il proprio lavoro senza guardare in faccia nessuno.
Poi succede qualcosa di noto: la notizia diventa di dominio pubblico. E a quel punto, la stampa locale si sveglia. Editoriali, analisi, riflessioni. Tutti pronti a dire la propria. Tutti esperti. Tutti protagonisti — ma solo dopo.
Senza citare. Senza riconoscere. Senza ammettere che quelle storie non le hanno scoperte loro. È qui che l’imbarazzo diventa sistema. Perché non si tratta solo di arrivare secondi. Si tratta di non arrivare proprio, finché qualcun altro non accende la luce. E in un territorio complesso come quello giuglianese, questo non è solo un limite giornalistico: è un problema democratico.
L’informazione dovrebbe controllare il potere, non inseguirlo. Dovrebbe scavare, non commentare ciò che altri hanno già portato alla luce. Dovrebbe avere il coraggio di esporsi, anche quando è scomodo. Invece, troppo spesso, a Giugliano si assiste a un copione già scritto: silenzio, attesa, e poi improvvisa abbondanza di opinioni — quando ormai il lavoro vero è stato fatto altrove. E allora sì, la parola resta quella: imbarazzante.
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