A Rivara da giorni le parole sembrano pesare più del solito. Nei bar, davanti alle scuole, sul sagrato della chiesa, si parla a voce bassa. La morte di un bambino di sette anni ha lasciato un segno profondo, difficile da rimarginare. Alessandro Cardì, per tutti semplicemente Ale, si è spento nella notte tra l’11 e il 12 febbraio. Una notizia arrivata come un fulmine, che ha trasformato una comunità intera in una famiglia in lutto. In un paese di poco più di tremila abitanti, la perdita di un bambino non è mai solo un fatto privato. È un dolore che si allarga, che entra nelle case, che tocca amici, compagni di scuola, insegnanti, volontari. Ale era conosciuto, amato, protetto da un affetto diffuso che oggi si è trasformato in incredulità e lacrime.
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